Rsa “Le Civette” doppio presidio contro la chiusura

Oggi incontro fra ASL, Società della Salute, familiari, operatori e sindacati

Firenze – Rsa “Le Civette”, nessuno vuole la chiusura. Nessuno, almeno, fra famiglie, lavoratori, cittadini. Ieri è infatti andato in scena un doppio presidio, del comitato dei familiari delle persone ospitate alla Rsa e delle organizzazioni sindacali. Le iniziative hanno avuto luogo davanti alla Regione Toscana e al Comune di Firenze, alla vigilia dell’incontro convocato per oggi con l’Azienda USL Toscana Centro e la Società della Salute di cui il Comune fa parte. Una delegazione è stata ricevuta prima in Regione e poi dall’Assessore al welfare. Ascolto sì, ma ad ora parrebbe che non ci siano novità. Ancora nell’incertezza utenti, lavoratori, cittadini.

Il consigliere comunale Dmitrij Palagi riprende il filo della vicenda, ricostruendone il percorso. “Nel 2001 il Comune di Firenze autorizzava Le Civette per sessanta posti – ricorda – nel 2017 ha preso atto della riduzione a quaranta. Dall’autunno 2023 la struttura funziona con venti posti e oggi vi risiedono diciannove persone. Di quel passaggio da quaranta a venti non ci risulta alcun provvedimento autorizzativo, di nessuna amministrazione: lo abbiamo cercato nei documenti che il Comune ci ha trasmesso in riscontro all’accesso agli atti, nella risposta dell’Azienda del 18 agosto 2026 e sul portale della trasparenza, e saremo felici di essere smentiti con un numero e una data. Intanto Le Civette resta una delle strutture con la quota sociale più bassa della città, circa 53 euro al giorno, in un sistema che al 31 dicembre 2025 contava 206 persone in lista di attesa e nessun posto libero nelle trentacinque strutture accreditate”.

Il 7 settembre il gruppo consiliare Sinistra Progetto Comune ha presentato un question time. La risposta la rivela Palagi: “ci è stato risposto che la struttura è di proprietà dell’Azienda sanitaria, «cui spettano le decisioni». L’immobile è dell’Azienda, e su questo non c’è discussione. La decisione, però, chiama in causa direttamente il Comune: l’autorizzazione al funzionamento di una residenza sanitaria assistenziale la rilascia l’amministrazione comunale ai sensi della legge regionale 41 del 2005, e la programmazione socio-sanitaria della zona passa dalla Società della Salute. Quanti posti letto pubblici esistono in questa città è una scelta politica, che si compie approvando atti e che si verifica leggendoli”.

Inoltre, incalza il consigliere comunale, “dall’autunno 2023 la riduzione viene definita «temporanea» e non è mai stata ripristinata. Nel frattempo, con la deliberazione del direttore generale n. 210 del 27 febbraio 2026, l’Azienda ha messo in programmazione il lotto che comprende Le Civette: un affidamento fino a otto anni per 25.623.832 euro al netto dell’imposta sul valore aggiunto, senza che sia indicato da nessuna parte su quanti posti quel servizio sarà messo a gara”.

Conclude Palagi: “Chiediamo al Comune di Firenze e alla Regione Toscana di prendere una posizione scritta prima che l’Azienda decida: che la residenza resti a San Salvi, che nessuna delle persone oggi ospitate sia trasferita e che il Consiglio comunale conosca la ricognizione dei posti residenziali pubblici disponibili in città. Continueremo a seguire ogni passaggio, insieme al comitato dei familiari, alle organizzazioni sindacali e a chi in quella struttura lavora ogni giorno”.

Anche il consigliere comunale del M5S Lorenzo Masi interviene duramente sulla vicenda, prospettando una forte preoccupazione che non può essere fugata dalla dichiarazione del Comune di Firenze limitata “a ricordare che la struttura è di proprietà dell’Azienda sanitaria e che quindi le decisioni spettano ad altri. Qui stiamo parlando di un presidio sociosanitario pubblico della nostra città e di un servizio essenziale per anziani e famiglie”.

Inoltre Masi ricorda che “i numeri rendono la situazione ancora più difficile da comprendere: a metà agosto risultavano 206 persone in lista d’attesa per un posto in RSA e nessun posto disponibile nelle 35 strutture accreditate della città. In questo contesto, anche soltanto ipotizzare la chiusura di una struttura pubblica appare in evidente contraddizione con i bisogni del territorio”.

Intanto, nell’incontro previsto oggi, ci si aspetta “finalmente chiarezza. Ma chiediamo anche all’Amministrazione comunale di assumere una posizione politica precisa: Firenze ha bisogno di aumentare la capacità di risposta alle persone anziane non autosufficienti, non di perdere posti pubblici disponibili”.

«La programmazione sociosanitaria non può avvenire attraverso un progressivo svuotamento delle strutture per poi arrivare, alla fine, a constatarne la possibile chiusura. Se esistono problemi strutturali, organizzativi o economici alle Civette, devono essere illustrati pubblicamente e devono essere valutate tutte le soluzioni necessarie per mantenere il servizio».

Conclude Masi: “Siamo al fianco delle famiglie che chiedono certezze sul futuro dei propri cari. Chiediamo che dall’incontro escano risposte precise: Le Civette chiuderà oppure no? Perché i posti sono stati progressivamente ridotti? E soprattutto, quale piano esiste per garantire e possibilmente aumentare i posti RSA pubblici a Firenze, considerando le oltre 200 persone che oggi sono in attesa?”.

Total
0
Condivisioni
Prec.
Consiglio comunale, approvato il debito fuori bilancio per gli interventi seguiti al nubifragio di luglio

Consiglio comunale, approvato il debito fuori bilancio per gli interventi seguiti al nubifragio di luglio

Il maltempo è costato oltre 670mila euro per i danni provocati

Succ.
Parigi rende omaggio a Mary Pickford, la ragazza dai boccoli d’oro

Parigi rende omaggio a Mary Pickford, la ragazza dai boccoli d’oro

Una selezione di 50 sugli oltre 200 film interpretati dalla diva del cinema muto

You May Also Like
Total
0
Condividi