Parigi rende omaggio a Mary Pickford, la ragazza dai boccoli d’oro

Una selezione di 50 sugli oltre 200 film interpretati dalla diva del cinema muto

Parigi rende omaggio a Mary Pickford con una retrospettiva che mette in luce la straordinaria carriera della prima diva della settima arte che ammaliò per decenni al di qua e al di là dell’Atlantico conquistando una notorietà paragonabile a quella di Chaplin . “Mary Pickford, la grazia e la malizia”; con queste parole la Fondazione Pathé Seydoux, tempio parigino del cinema muto, presenta la sua iniziativa che fino al 20 ottobre consentirà di seguire i passi di quella che si era fatta conoscere ai suoi esordi come la “ragazza dai boccoli d’oro” o la “fidanzatina dell’’America”.

Il ciclo, che offre una cinquantina di film sugli oltre 200 interpretati dall’attrice,  è stato scelto per celebrare i 20 anni della Fondazione – un ex teatro di Avenue des Gobelins  felicemente riconvertito in un’oasi per i cinefili da Renzo Piano –  e i 130 di Pathé. La ricca programmazione consente di far risaltare la ricchezza espressiva di questa attrice che sulla schermo si impone appunto con grazia ma spesso anche con grande malizia sia nelle commedie che nei film di guerra. Dando vita via via a giovani ingenue ma non troppo, donne ricche e povere,  madri, donne altezzose, piloti di guerra, schiave, indiane, prostitute ,  o come in “Stella Maris” di Marshal Neilan, il doppio ruolo di una giovane disabile benestante e un’orfana disagiata. L’attrice piace non tanto per la sua bellezza – piccola e minuta non ha niente di una sex symbol – piace soprattutto per la una vivacità e vitalità che conferiscono ai suoi personaggi “un’energia e una temerità senza cedimenti di fronte alle avversità… con uno sguardo, un’espressione lo spettatore piomba nell’empatia, alterna il riso e le lacrime” si legge nel programma .

Nata a Toronto nel 1892, Gladys Louise Smith diventerà Mary Pickford solo nel 1909: il nome che gli viene imposto dal produttore David Belasco quando la giovanissima canadese figura a Broadway , nel cartellone della pièce teatrale “The Warrens of Virginia” scritta da William C. de Millle, fratello dell’allora sconosciuto regista Cecil de Mille che partecipa anche lui allo spettacolo e che diventerà uno dei pilastri della sua d’attrice.

Prima di “sfondare” però la vita di Gladys non era stata facile. Dopo un debuttto sulle scene teatrali di Toronto a sette anni, la madre Charlotte, rimasta vedova , decide di tentare la sorte con il figlio, Gladys e la sorella negli Stati Uniti unendosi a compagnie teatrali di terz’ordine che raggiungevano, come aveva ricordato l’attrice, con lunghi viaggi in scomodi vagoni di terza classe.

Il successo arriva quando il grande regista D.W. Griffith, conquistato dal suo charme, l’arruola per la sua Biograph Company: da allora la sua ascesa è inarrestabile. Nonostante i nomi di tutti gli attori della compagnia di Griffith non siano citati, il pubblico ha notato questa attrice che sa dare alle commedie un tono intimo e naturale lontano da quello ampolloso dell’epoca, e la plebiscita come “la ragazza dai boccoli d’oro” o “la ragazza della Biograph”. Nel 1909 gira 51 film alternando primi ruoli a piccole parti. “Recitavo donne delle pulizie, segretarie, donne di tutte le nazionalità .. Ero persuasa che se recitavo in tanti film sarei diventata conosciuta” aveva spiegato l’attrice che in quel periodo girava quasi un film alla settimana. 

Aveva visto giusto: da allora era stata richiesta dai più grandi registi dell’epoca, da Griffith a de Mille, da Tourneur a Lubitsch che si vantava di avergli aperto le porte di Hollywood. Era diventata tanto famosa che nel 1920 Cuba le aveva dedicato un cocktail a base di rum e ananas e capi di stato in visita negli Usa esprimevano il desiderio di incontrarla

A Hollywood era arrivata nel 1912, con un contratto con  la casa produttrice di A. Zukor che le aveva permesso di affinare il suo stile  naturale esaltato dalla vivacità e l’espressività del suo volto. Nel 1919 Mary Pickford assieme a suo marito, il celebre attore Douglas Fairbanks, Griffith e Chaplin, che sono le colonne dell’empireo Hollywoodiano, decidono di associarsi e fondano la United Artist, società di produzione  e di distribuzione indipendente destinata a difendere la loro autonomia e il loro potere. 

Era da tempo che l’attrice si era impegnata a difendere la sua indipendenza e autonomia: fine negoziatrice, aveva già ottenuto  nel 1916  il controllo della produzione dei suoi film e un salario in costante  aumento prima di  diventare la produttrice di sé stessa  creando la Mary Pickford Company.

Come la presenta la Fondazione nel suo programma, l’ex Gladys si doveva rivelare non solo un’attrice di talento  ma anche una produttrice audace e una donna d’affari di tutto rispetto. Era stata la prima attrice a ottenere un cachet di oltre un milione dollari all’anno e a far esplodere il box office  con incassi dei suoi successi come “Pollyanna”  e “Rosita” che nei primi anni venti superano il milione di dollari. Le lotte in difesa dei suoi diritti dovevano avere una grande influenza sull’industria cinematografica  e trasformare la mecca hollywoodiana. Nel maniero a Beverly Hill dove era andata a vivere la più celebre coppia di divi dell’epoca, Pickford e Fairbanks, erano di casa nomi illustri dell’epoca, da Einstein a Shaw, da Noel Coward Scott Fitzgerald, da Conan Doyle a  H.G. Wells. 

L’arrivo del sonoro segna il declino della sua carriera. Ciononostante con “Coquette” di Sam Taylor girato nel ‘29 ottiene un Oscar come migliore attrice. L’attrice lascia lo schermo nel 1933 dopo 27 anni di carriera e circa 236 film ma continua per un po’ a produrre film. 

Questa pioniera della settima arte può vantare però altri meriti, come quella di  essersi impegnata  tutta la vita in azioni filantropiche. E non solo. Nel 1917, con “The Little American”  Griffith le fa vivere gli orrori della prima guerra mondiale che è solo agli albori. Il film è come un manifesto per la pace. L’anno seguente moltiplica tournées patriottiche per sostenere gli Alleati grazie alla sottoscrizione di “Liberty Bond”. E’ durante queste campagne per sostenere lo sforzo bellico, che nasce l’amore con Fairbanks che susciterà un eco mondiale e ne farà la coppia più popolare del momento additata sulla stampa come ”Hollywood Royals“, coppia che non reggerà all’usura della notorietà e si separerà definitivamente nel ‘36.

Pickford morirà nel 1979. Si era sposata tre volte ma non aveva avuto figli. Fino al suo addio allo schermo, Pickford era rimasta fino alla fine l’immagine della giovane e minuta interprete dei suoi primi passi nel cinema, immagine che l’aveva poi convinto anche quando aveva superato la trentina a continuare a perpetuarla  con brio e  successo. Nella storia del cinema verrà ricordata per molti film, che ora si possono riscoprire restaurati a Parigi con grande gioia per chi ama il muto, e non solo. Come “Poor little rich girl” , “A romance of the Redwoods “,  “ A little American” , “A Beast at Bay” o “Rosita” solo per non citarne alcuni dei successi da chi viene considerato dall’American Film Institute come la 24/ma maggior star  femminile di tutti i tempi

“Mary Pickford , la grace et la malice”
Fondation Pathé Seydoux
fino al 20 ottobre
proiezioni con accompagnamento al pianoforte 

Foto wikipedia

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