“Il musical più spettacolare ed emozionante mai visto in Italia”. David Zard ne è convinto: “ROMEO E GIULIETTA. AMA E CAMBIA IL MONDO” è una bomba. E se lo dice lui, che di grandi kolossal spettacolari se ne intende, deve essere proprio così. Del resto i numeri di questo “Romeo e Giulietta”, che andrà in scena dal 14 al 18 maggio al Nelson Mandela Forum di Firenze, la dicono tutta. L’opera, che ha debuttato lo scorso 2 ottobre all’Arena di Verona, ha conquistato il pubblico romano con quasi 3 mesi di rappresentazione ed è stato consacrato dal pubblico di Milano. E dopo il trionfo al Palapartenope di Napoli, che ha fatto registrare 18.000 presenze in soli 5 giorni di rappresentazioni, il musical prodotto da David Zard, con la regia di Giuliano Peparini, le musiche di Gerard Presgurvic ed i testi di Vincenzo Incenzo, approda finalmente nel capoluogo toscana. E arriva dopo ben 138 repliche che hanno visto 258.000 spettatori. Insomma, un’opera dei record: 45 artisti, un palco di 550mq, 23 cambi scena, oltre 270 costumi, 40 tecnici impiegati ogni sera dietro le quinte, 15 persone di produzione, 6 specialisti della comunicazione, 122 facchini, 1.432 ore e 13 bilici necessari per lo smontaggio ed il trasporto delle imponenti scenografie.
A presentare l’evento ieri a Firenze, al Mandela Forum, lo stesso David Zard con il figlio Clemente e due toscani fra i protagonisti dello spettacolo: il livornese Vittorio Matteucci (Conte Capuleti) e la fiorentina Silvia Querci (la Nutrice). I due affiancheranno in scena Davide Merlini (Romeo), Giulia Luzi (Giulietta), Luca Giacomelli (Mercuzio), Gianluca Merolli (Tebaldo), Leonardo di Minno (il Principe), Roberta Faccani (Lady Montecchi), Barbara Cola (Lady Capuleti), Riccardo Maccaferri (Benvolio), Giò Tortorelli (Frate Lorenzo), e uno straordinario corpo di ballo diretto dalla coreografa Veronica Peparini. La scenografia è di Barbara Mapelli; i costumi di Frédéric Olivier. Casting director e vocal coach Paola Neri; produzione esecutiva tecnica a cura di Giancarlo Campora.
Prima della tappa nel capoluogo Toscano, lo spettacolo sarà in scena a Torino, al PalaOlimpico, dal 7 all’11 maggio, per poi far ritorno là dove tutto ebbe inizio lo scorso ottobre: il prestigioso palco dell’Arena di Verona il 23 e 24 maggio.Tutto ciò, prima di affrontare un lungo viaggio nei cinque continenti. Sì, perché David Zard, l’uomo delle grandi sfide, è sicuro che lo spettacolo non potrà che incontrare i favori degli spettatori di tutto il mondo.”Ci abbiamo messo di tutto e di più – dice Zard entusiasta – E’ una delle cose più belle per l’occhio, per l’orecchio e per il cuore. Abbiamo fatto un grande investimento, un investimento di oltre tre milioni di euro. A un certo punto le risorse scarseggiavano. Ma si possono interrompere le opere alla Cappella Sistina perché manca il colore? Siamo andati avanti e abbiamo continuato per la nostra strada”. Una strada all’inizio in salita ma che sembra ora ripagare produttore e artisti del loro sforzo.
Anche se una punta (e non solo) polemica David Zard ce la mette. “Dispiace – dice – la totale assenza di sensibilità da parte delle nostre autorità nel sostenere iniziative di questo genere che non solo promuovono il bello ma aiutano anche in modo concreto l’economia reale del Paese”.
Insomma con la cultura si mangia. Uno spettacolo come questo dà lavoro a centinaia di persone e anche a livello lacale muove un certo indotto. “Il Fus, il Fondo per lo spettacolo è fatto solo per gli spettacoli brutti che non fanno incassi – lancia la freccia Zard – Noi non chiediamo sovvenzioni. Vorremmo però un’attenzione maggiore, magari pensando a incentivi per la pubblicità e i carburanti. Solo per spostare questo spettacolo da Roma a Firenze ci vogliono 20mila euro di carburante. Il teatro e lo spettacolo dovrebbero essere beni di diritto pubblico. Qui invece di andare avanti si va indietro”.
Ma certo lui non indietreggia davanti alle difficoltà. Del resto, è l’uomo che per primo ha portato in Italia nomi come Rolling Stones e Bob Dylan, Pink Floyd e Genesis, e poi ancora Michael Jackson e Madonna, grandi spettacoli come Saltimbanco e Alegria del Cirque du Soleil. E anche quel “Notre Dame de Paris” firmato da Riccardo Cocciante e che ha spopolato per anni in tutta Europa e di cui a Firenze si parla ancora.
Sarà così anche per “Romeo e Giulietta”? Zard la sfida l’ha lanciata. E il pubblico sembra proprio raccoglierla. Ne sono certi Vittorio Matteucci e Silvia Querci che raccontano di come ad ogni rappresentazione la gente si unisca nel finale in un grande e caloroso abbraccio.
“E’ veramente un grande spettacolo – dicono all’unisono i due artisti toscani – di fronte al quale è impossibile restare indifferenti”.
Appuntamento allora al Mandela Forum dal 14 al 18 maggio prossimo.
Il sito ufficiale dello spettacolo è www.romeoegiulietta.it.