Romagna-Toscana, via alla “torchiatura” manuale delle vinacce

Santa Sofia – Una piccola produzione per la famiglia, una lunga tradizione alle spalle: è il periodo della torchiatura delle vinacce, nelle montange dell’Appennino tosco-romagnolo fra le Foreste casentinesi e Santa Sofia, comune romagnolo del Parco nazionale. Nella proprietà Valbonesi di San Martino in Villa il trattamento di spremitura delle vinacce avviene utilizzando il torchio a mano, come un tempo. Al torchio, i fratelli Loris e Luciano Valbonesi, che mostrano come si stringevano le vinacce prima dell’avvento dei macchinari moderni: a freddo, e con forza di muscoli e olio di gomiti. Da sottolineare che la macchina utilizzata, torchio in italiano, ma chiamato in quest’area anche “stretoi”, vale a dire “strettoio con evidente debito al parlare toscano (in Casentino spesso il torchio viene denominato “strettoio” come testimoniano anche toponimi estesi fino all’area fiorentina), è un vero e proprio strumento del secolo scorso, ormai scarsamente usato e sul punto di scomparire.

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