Riuso dell’acqua in agricoltura: finanziato progetto di ricerca fiorentino

Firenze – Finanziato progetto coordinato dall’ateneo nel quadro di EranetMed, programma europeo sui temi delle energie rinnovabili e delle risorse idriche nell’area del Mediterraneo, nell’ambito del VII Programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico dell’Unione Europea.

Si tratta della ricerca “Irrigatio”, che valuta l’impatto del riuso di acqua depurata in agricoltura ed è stata presentata nel sottoprogramma EranetMed-Water, riguardante gli studi sulla gestione della risorsa idrica e il miglioramento dell’efficienza nell’approvvigionamento e uso. Il progetto si segnala come uno dei 7 selezionati (di cui 3 a partecipazione italiana) sui 57 proposti per il bando Water ed è l’unico a guida italiana. E nella graduatoria di merito, che classifica i 190 progetti presentati complessivamente per EranetMed, si è posizionato all’undicesimo posto.

“Irrigatio” è coordinato da Massimo Del Bubba, del Dipartimento di Chimica “Ugo Schiff”, e coinvolge, oltre all’Ateneo fiorentino e all’Università di Torino, anche atenei di Tunisia, Algeria, Giordania e Marocco. Vi partecipa come partner anche la società GIDA, che gestisce la depurazione delle acque nel comprensorio pratese. Il finanziamento per l’Ateneo fiorentino – erogato tramite il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca – ammonta a più di 210.000 euro.

“Lo scopo dell’indagine scientifica, che si svilupperà dal maggio 2016 all’aprile 2019, – spiega Massimo Del Bubba – è capire se attraverso l’acqua depurata, che proviene all’origine da scarichi civili o industriali, passino o no forme di contaminazione nel terreno e/o nei prodotti agricoli. Per questo – continua Del Bubba – studieremo il trasferimento di selezionati indicatori chimici e microbiologici dall’acqua al suolo e dal terreno a due tipi di colture – la fragola e l’oliva – che sono ampiamente diffuse nell’area mediterranea”.
Le due coltivazioni, infatti, costituiscono modelli molto diversi fra loro, sia per la differente capacità di assorbire l’acqua, sia per le caratteristiche dei loro frutti, risultando quindi caratterizzate da differente vulnerabilità alla contaminazione.

Foto: Il team di EranetMed. Da sinistra, Massimo Del Bubba, Lorenzo Ciofi, Daniele Rossini, Claudia Ancillotti e Leonardo Checchini

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