Il trend non promette nulla di buono, d’altronde arrivano immagini del sabato del villaggio cittadino, appena l’altro ieri, con una concentrazione di persone degna di una vigilia di Natale pre-covid. Pare che non tutti abbiano capito come la diffusione del covid possa correre anche aldilà delle misure di blocco governative, messe in atto per modulare il più possibile le necessità sanitarie con le esigenze sociale ed economiche. Che il virus non abbia l’orologio al polso lo dicono i numeri crescenti dei positivi in regione negli ultimi giorni: i grafici pubblicati dal quotidano la Repubblica dicono più di molte parole.
Ad esempio osservando il grafico della variazione giornaliera dei casi in Emilia Romagna dal 22 luglio. Dove linea rossa e linea azzurra, casi totali e attualmente positivi subiscono un’impennata dalla seconda settimana di ottobre mantenendosi su un costante trend di aumento. Nel grafico del fattore di crescita invece, ove si indica la percentuale del rapporto tra numeri degli attualmente positivi e la variazione, si nota come la linea di crescita del contagio abbia un balzo da ottobre, poi si stabilizzi, con qualche salto qua e là non troppo significativo, dal mese di novembre. L’ultimo grafico invece che prendiamo in considerazione, presenta la linea di aumento del contagio provincia per provincia, da cui si denota come Bologna la faccia, purtroppo, da padrone.
Insomma da oggi inizia una settimana decisiva per la regione nella valutazione di quei criteri che determinano il colore di assegnazione. Che non è solo una questione di stile ma il passaggio all’arancione comporterebbe un ulteriore giro di vite, quali divieto di uscire dalla regione e lo spostamento tra comuni se non per comprovati motivi e la chiusura totale della ristorazione tranne per l’asporto