Riprendono i lavori del consiglio comunale. E si torna a discutere di Ataf

Primo consiglio comunale del nuovo anno. Ma soprattutto primo da neo assessore all’Ambiente per Caterina Biti e da neo consigliere in quota Pd per Adrea Vannucci. Omaggio florale e molti interventi di in “bocca al lupo” per lei, veterinaria, classe ‘76, entrata in giunta dopo le dimissioni dell’assessore alla Cultura da Empoli (la delega è stata tenuta ad interim dal sindaco). Applausi e messaggi di benvenuto per lui, altro giovanissimo, primo non eletto della lista “Facce nuove a Palazzo Vecchio” .Il sindaco ha aperto la seduta per presentare ufficialmente la nuova composizione della giunta, peraltro già annunciata nella prima conferenza stampa post natalizia di una settimana fa. E si entra subito nel vivo delle polemiche con l’interrogazione presentata dai consiglieri Ornella De Zordo e Tommaso Grassi in merito alla vendita delle quote di Ataf gestioni. «Nell’assemblea di Ataf del 10 gennaio scorso si è pronunciato a favore della privatizzazione solo il Comune di Firenze, che detiene l’82% delle azioni, mentre hanno votato contro i Comuni di Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Calenzano, e si sono astenuti gli altri 5 (Fiesole, Scandicci, Bagno a Ripoli, Impruneta, Vaglia) – si legge nell’interrogazione – Il voto non è bastato dunque a raggiungere il 90%. quote necessarie, secondo i patti parasociali tra i Comuni soci, per rendere esecutiva la delibera». Date queste premesse, De Zordo e Grassi hanno dunque interpellato l’assessore Mattei in merito alla possibilità di accertare e confermare la regolarità e trasparenza di quell’assemblea. «La risposta in aula dell'assessore Mattei alla nostra domanda d'attualità conferma i dubbi sulla validità della decisione di vendere Ataf che è stata presa il 10 gennaio dall'assemblea dei soci proprietari – scrivono i consiglierei in un comunicato stampa – I patti parasociali avrebbero infatti richiesto una votazione con il 90% delle quote a favore mentre in quella occasione si espresse a favore della vendita solo il comune di Firenze che possiede l'82%. A questo punto sarà bene che i Comuni che non condividono la scelta si facciano sentire e comunque fin da domani acquisiremo gli atti e valuteremo insieme a un pool di giuristi se vi siano le condizioni per impugnare un atto la cui mancata validità avrebbe conseguenze sull'intero iter di privatizzazione».

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