Firenze – Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato, con 41 voti favorevoli e 3 voti di astensione, la legge sul riordino delle funzioni esercitate dalle Province, dalla Città metropolitana di Firenze e dai Comuni in forma associata. L’assessore regionale Vittorio Bugli: “Nuovi equilibri istituzionali, gestione associata delle funzioni, conservazione delle professionalità, Città metropolitana volano di sviluppo economico. Sfrutteremo le eventuali nuove opportunità derivanti dalla legislazione nazionale”. Contrastanti commenti di Pd e della sinistra sulla norma riguardo ai sui effetti sul futuro dei lavoratori delle amministrazioni provinciali. FI e Pd concordano sostanzialmente che sia stata l’unica soluzione possibile per attuare la Legge Del Rio, ma che è la prima tappa di un percorso, non essendo ancora chiara la situazione a livello nazionale. Su questo punto Daniela Lastri auspica che il Governo riveda la propia posizione perchè “nessuna nazione regge – ha detto la conigliera – senza una cultura moderna dell’autonomismo e del decentramento“. Anche per il capogruppo ‘Udc Del Carlo la riorganizzazione dei servizi è ancora da venire, ma la Regione sta rischiando di diventare un organo di gestione centrale.
L’assessore regionale Vittorio Bugli ha sottolineato che è stato utilizzato tutto lo spazio ad ora consentito dalla legislazione nazionale, ma che, se si apriranno nuove possibilità, saranno sfruttate. ”Non ci limiteremo ad una revisione istituzionale – ha detto Bugli – ma vogliamo dare una diversa struttura organizzativa anche alla macchina, salvaguardando tutte le professionalità”. “La legge disegna i nuovi equilibri istituzionali della Toscana, sulla base di criteri di sussidiarietà ed adeguatezza, con un ruolo nuovo assegnato ai Comuni nella gestione associata di funzioni – ha proseguito Bugli -. In questo quadro, insieme ai sindaci, è stata definita una Città metropolitana che collaborerà con la Regione per le scelte urbanistiche e infrastrutturali, come pure per il nuovo piano strategico. ”Siamo consapevoli – ha sottolineato l’assessore – che la Città e l’intera area potrà attrarre risorse e fare da volano allo sviluppo economico dell’intera regione”. Bugli ha precisato che la riassunzione di alcune funzioni va di pari passo con una maggiore possibilità dei territori di incidere sulla programmazione regionale. ”Questa legge apre una nuova stagione – ha affermato – Quella della gestione associata delle funzioni, ormai indispensabile ed ineludibile”. In questa prospettiva saranno incentivate le unioni più forti e le fusioni dei comuni più strutturate, con premi crescenti per quelle con almeno cinquemila, diecimila, quindicimila abitanti.
“La Regione Toscana fa bene a difendere, con la legge che stiamo approvando, un patrimonio di professionalità e funzioni essenziali per la comunità, ma non può fare tutto”, ha dichiarato la consilgiera Pd Daniela Lastri, rilevando che funzioni altrettanto importanti, come l’istruzione, restano sospese. ”Nel giro di poco tempo ricadranno sulla Regione – ha detto – anche questa parte di amministrazione ed i bilanci delle Province, diventati per legge in rosso”. Vanessa Boretti (Pd) ha aggiunto che la proposta di legge è ”un lavoro delicato e frutto di una scelta, quella di preoccuparsi innanzitutto del destino dei lavoratori e della continuità dei servizi. La Regione Toscana in questo senso ha dimostrato un grande senso di responsabilità”. Fatto, questo, da sottolineare, secondo la consigliera, ”a fronte di una legge caotica e complessa e di un carico da novanta come la legge di stabilità che la rende inapplicabile. Ci troviamo a tappare una falla provocata altrove e questo fra istituzioni non è corretto”. La legge dunque deve essere vista come un punto di partenza dal quale deve discendere un lavoro complesso, ed è necessario ”tenere insieme tutto il pacchetto dei lavoratori, sia a tempo indeterminato che determinato, sia degli appalti”.
”La riforma Del Rio prima e la Finanziaria poi mettono a serio rischio la tenuta di quel che resta delle Province” ha dichiarato Aldo Morelli (Pd). ”Il contesto è estremamente difficile e questa legge è solo la prima tappa di un percorso che dovremo fare”. ”Abbiamo fatto un buon lavoro – ha detto – ma siamo ancora impegnati a salvaguardare posti di lavoro e funzioni”.
”Con senso di responsabilità si è dovuto dare attuazione alla legge Del Rio, nata con gravi difficoltà” è stato il commento di Alessandro Antichi (Forza Italia). ”La soluzione individuata dall’assessore Bugli è la migliore e l’unica possibile. Non siamo però completamente soddisfatti. Rimane il grande problema dei precari nella pubblica amministrazione, che prima o poi si manifesterà in tutta la sua importanza”.
Secondo la consigliera Pd Daniela Lastri l’applicazione della legge può rendere la situazione più chiara e trasparente e spingere il Governo, guardando all’esperienza toscana, a rivedere le proprie posizioni, anche in vista della riforma costituzionale. ”Si illude chi crede che lo Stato centrale e Municipale o al più Metropolitano possa reggere le sfide che abbiamo davanti – ha rimarcato Lastri – Nessuna nazione regge senza una cultura moderna dell’autonomismo e del decentramento”.
Secondo Giuseppe Del Carlo (capogruppo Udc) siamo di fronte ad una legge quadro, ma con una riorganizzazione dei servizi sul territorio di là da venire. ”La Regione è un organo legislativo, di programmazione, indirizzo e controllo – ha osservato – In questa situazione confusa e complicata, rischia di tornare ad essere un ente di gestione”. A suo parere i servizi devono restare sul territorio, vicini ai cittadini.
Tra i gruppi consiliari di sinistra, secondo Monica Sgherri (Rc/Ci) le brutte premesse, cioè lo scioglimento delle Province non potevano che partorire una brutta legge che non sana alcuni punti fondamentali: ”Non frena la destrutturazione dei saperi e delle competenze dei lavoratori delle Province e sul turismo fa un passo indietro pericolosissimo sulla governance del settore”. Oltre a questo, ha concluso, ”resta altissima la preoccupazione per le sorti occupazionali dei lavoratori”.
Un brutto provvedimento anche per Mauro Romanelli (gruppo misto) che ha sottolineato come “la politica ha chiuso per anni gli occhi davanti agli eccessi e alle spese, tranne poi ”decidere di rispondere tutto insieme e in maniera demagogica, usando come capro espiatorio le Province e varando provvedimenti fatti male”. ”La Giunta regionale – ha proseguito Romanelli – ha fatto il massimo possibile tranne aprire un contenzioso, assolutamente doveroso, con il governo nazionale riguardo alle risorse. L’assessorato ha lavorato bene, ma faccio mio il grido di dolore dei lavoratori”.
‘Dobbiamo fronteggiare un’altra ciofeca che hanno fatto questi cialtroni al Governo – ha affermato Gabriele Chiurli (gruppo misto) – Le istituzioni sono diventate un bancomat per le loro esigenze”. Chiurli ha ricordato i tagli miliardari alle province, ‘‘sei su dieci delle quali in Toscana sono in bancarotta, con scuole che chiudono il sabato pomeriggio per mancanza di soldi”. A suo parere la Regione avrebbe dovuto fare qualcosa di più rispetto alla legge di stabilità, come ha fatto la Lombardia.
Le ragioni della mancata partecipazione al voto da parte di FdI sono state spiegate dal consigliere regionale Paolo Marceschi. ”Forse aspettare una legge di riordino nazionale ci avrebbe consentito di intraprendere un percorso più certo – ha detto Marceschi – . Dovremo tornare più volte su questa norma che non può dirsi completa”, sottolineando la ”preoccupazione per la grande assunzione di responsabilità che si è presa la Giunta”. “Sono infatti troppe – ha proseguito , secondo il consigliere, le funzioni che la Regione avoca a sé, e tuttavia viene riconosciuta la difficoltà dell’agire in emergenza”. Marina Staccioli (FdI), ha commentato: “C’è molta confusione a livello nazionale e anche la Regione poteva contribuire a fare maggiore chiarezza”. Staccioli aveva annunciato che il suo gruppo avrebbe votato gli articoli della legge che prevedono la salvaguardia dei lavoratori ”ma non la legge nel suo complesso perché non ci sono risorse, mancano direttive nazionali chiare e dunque è un provvedimento fatto in fretta e furia”.
“Questa proposta di legge, con la risoluzione collegata, esprime il massimo conseguibile nella situazione attuale”. Così Marco Manneschi (Popolo toscano-Riformisti) nel corso dell’illustrazione dell’atto sul riordino delle funzioni esercitate dalle Province. Una riforma che prevede il trasferimento alla Regione delle funzioni in materia di agricoltura, caccia e pesca, orientamento e formazione professionale e che ”sarà efficace il giorno dopo la sua pubblicazione”. ”Forti perplessità sulla scelta operata dalla Giunta” sono state espresse da Alberto Magnolfi (Ncd). ”Si finge, con molto ottimismo, di risolvere un problema ancora molto complicato” ha detto dichiarando un ”voto favorevole pur con molte riserve”.