Rinnegato dai suoi: Pizzarotti di nuovo contestato

Il sindaco di Parma Pizzarotti contestato alla manifestazione no-termo: ”Buffone, vai via!”

Rinnegato dai suoiSimone Aiolfi

Un’altra contestazione per il sindaco Federico Pizzarotti. E’ accaduto sabato in piazza Garibaldi, nel corso del presidio contro l’inceneritore organizzato dalla “Assemblea permanente contro gli inceneritori” e da altre sigle ecologiste e antagoniste.

Prima della partenza del corteo, quando i manifestanti si sono radunati sotto al Comune, il sindaco è sceso e ha tentato di parlare con loro. Inutilmente, poiché hanno iniziato ad apostrofarlo con epiteti non proprio gentili. L’accusa: non aver mantenuto la promessa di non far partire l’inceneritore di Ugozzolo. “Mai promesso – ha risposto il sindaco – voi fate politica strumentalizzati dai giornali. Siete ancora fermi alla protesta, noi ascoltiamo proposte e cerchiamo di risolvere la questione per vie legali”. Ma proseguire il “dialogo” è stato impossibile, e Pizzarotti è stato costretto a tornare dentro al Comune.

Un ennesimo episodio della nemesi che vede i 5 Stelle contestati da altri “no termo” proprio sul tema del termovalorizzatore. La puntata precedente poco più di un mese fa in consiglio comunale.

Dalla piazza è partito il corteo (qualche centinaio di manifestanti) che si è quindi diretto verso la sede della Provincia passando per l’Arpa. Nessun incidente, anche per il notevole spiegamento di forze messo in atto dalla polizia, ma solo qualche momento di tensione davanti alla Provincia.

Poco prima della manifestazione l’avvocato Arrigo Allegri (presente al presidio e autore di un tentativo di mediazione tra primo cittadino e manifestanti) aveva commentato per iscritto l’ultimo atto legale compiuto dal Comune contro l’impianto di Ugozzolo. Vale a dire, sul preavviso ad Iren per decadenza del permesso di costruire. Secondo Allegri, autore di ben 16 esposti contro l’inceneritore, il Comune si è mosso troppo tardi.

“La dichiarazione che il permesso di costruzione era decaduto – scrive Allegri – ha avuto luogo, da parte del competente Dirigente comunale, in una conferenza presso la Provincia, il 27 marzo. Il Comune ha poi inoltrato un rapporto alla Procura.

E, nonostante due miei solleciti, il Comune si è mosso, amministrativamente, soltanto ora. Dalla tardività dell’intervento Iren ha tratto benefici per: la prosecuzione dei lavori; l’accensione, con esiti negativi, a caccia dei certificati verdi (Euro 4,5 milioni all’anno per 15 anni)”.

Poi, Allegri rincara la dose. E afferma che “il Comune ha omesso di provvedere per troppo tempo confidando in un intervento sostitutivo della Procura della Repubblica. La stessa Provincia, che per permettere l’accensione aveva innovato alla metodologia già fissata per l’autorizzazione ambientale, ha dovuto riconoscere, che la futura accensione dell’impianto potrà aver luogo soltanto dopo l’ultimazione dei lavori e previa agibilità da parte del Comune.

Purtroppo il tardivo intervento del Comune non è risolutorio per il blocco del termovalorizzatore e si risolverà con una semplice sanzione. Di qui la necessità di continuare le azioni in atto – presso le Autorità già interessate e la Magistratura – e di effettuare oltre alla manifestazione prevista per oggi altre iniziative”.

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