Rimozione Concordia: verdetto atteso per il 16 giugno

Dopo l’intervento del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che ha escluso il traino della Costa Concordia con la meganave Vanguard, si attende di sapere quale sarà la decisione definitiva sulla rimozione della nave naufragata il 13 gennaio 2012 di fronte all’isola del Giglio.

Il 16 maggio il Consiglio dei Ministri ha stabilito che la scelta del porto nel quale verrà smantellata la Concordia spetterà ad una conferenza dei servizi che verrà convocata dal capo della Protezione Civile nazionale, Franco Gabrielli (in qualità di commissario per la gestione dell’emergenza del Giglio), dopo un’istruttoria condotta dall’Osservatorio sui lavori di rimozione per una valutazione dei rischi tecnici ed ambientali. Il 16 giugno prossimo Gabrielli dovrà infine riferire sull’esito della scelta del porto. E se un esito non dovesse esservi, riferire una soluzione negativa.

Ovviamente ci si augura che questo non avvenga, e che vengano tutelate sia le esigenze ambientali, sia le richieste della Regione Toscana di portare la Concordia a Piombino. La città della costa livornese, infatti, resta non solo la più vicina, ma anche quella che potrebbe maggiormente beneficiare – in termini di occupazione – dello smantellamento del mostro d’acciaio adagiatosi sulle secche di Punta Gabbianara dopo il fatale inchino.

Greenpeace e WWF tornano a ricordare che prima della rimozione del relitto, questo dovrà essere svuotate dalle oltre 100 tonnellate di carburante rimaste all’interno. Portare la nave a Genova – hanno ripetuto ancora una volta le associazioni ambientaliste – richiederebbe almeno 4 giorni ad una velocità di 1,5 nodi. E se qualcosa dovesse andare storto? Si rischierebbe di ritrovarsi con la Concordia inabissata in fondali che ne impedirebbero il recupero, con un grave danno per l’ambiente.
Fortunatamente, almeno al momento, le analisi ambientali condotte dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (Arpat) restano confortanti. Gli esami sui campionamenti del 15 maggio, infatti, hanno dimostrato che quasi tutti i parametri (idrocarburi e solventi compresi) rientrano nella norma. È stata rilevata una leggera, ma diffusa, presenza di tensioattivi, così come risulta alterato il parametro di fosforo totale in corrispondenza della zona di prua.

E se la decisione tanto attesa non dovesse arrivare il 16 giugno? La palla tornerebbe allora al Consiglio dei Ministri, che dovrebbe pronunciarsi entro 7 giorni esercitando il proprio potere sostitutivo della struttura commissariale preposta.

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