Firenze – L’Università: come la vorrebbero i rettori italiani? Ieri, giovedì 3 luglio, la Giunta della CRUI (la Conferenza dei rettori delle Università italiane) si è riunita per discutere degli ultimi attacchi mediatici patiti dagli Atenei del Bel Paese. Dal 2008, hanno sottolineato i “magnifici” al termine della riunione, sono stati ragliati alle Università italiane ben 1.700.000.000 euro ed il bacino di studenti si è abbassato di un poco incoraggiante 9%.
E allora, come migliorare la situazione? Per i rettori italiani la formula è semplice e riassumibile in sei punti fondamentali: rigore (nelle procedure di reclutamenti e finanziamento statale), semplificazione, autonomia, svecchiamento (serve un piano per i giovani ricercatori) e apertura al mondo del lavoro.
Insomma: il timore è che, come l’Heautontimorumenos di Plauto, i rettori finiscano per diventare i punitori di sé stessi. Perché, se è vero che molto resta di buono nelle Università italiane, molto altro – e purtroppo di più – resta da cambiare.