Renzi a Bologna tra contestazioni e polemiche: “Io non mollo”

Fuori dalla festa del Pd tafferugli tra autonomi e polizia. Dentro, il premier fischiato da qualche precario della scuola

Tafferugli, qualche manganellata e contestazioni. E’ il primo bilancio della visita del presidente del Consiglio Matteo Renzi a Bologna, parco della Montagnola, Festa dell’Unità e del Pd.

La polizia ha risposto con una breve carica quando i circa 40 esponenti dei collettivi hanno tentato l’accesso al Parco: una carica di alleggerimento, una persona contusa e tre giovani fermati. C’è stato anche un lancio di uova contro gli agenti ed è stato tirato qualche fumogeno. “Renzi carogna, fuori da Bologna” è quanto urlano i contestatori; “assassini”, vengono apostrofati gli uomini in divisa. Renzi replica più tardi dal palco: “So che ci sono persone che mi vogliono contestare sulla scuola e sono pronto a incontrare chiunque, ma libertà è rispondere con un sorriso a chi contesta e dire che non ci facciamo certo spaventare da tre fischi: abbiamo il compito di cambiare l’Italia e la cambieremo, di non mollare e non molleremo”.Renzi probl

“Io non schiaccio la testa a nessuno, ma non mollo”. Queste le prime parole di Renzi a Bologna, rivolte a un militante che lo incitava ad andare avanti “schiacciando la testa ai vecchi elefanti del Pd”. Uno dei duemila che ha seguito il suo comizio mentre fuori andavano in scena gli scontri tra polizia e centri sociali. Anche dentro c’è chi ha protestato, in particolare quanto il comizio ha virato sul caldissimo tema della riforma della scuola.

“Cari democratici, prendiamoci un impegno: non ci fermeremo a cento metri dal traguardo. Taglieremo il traguardo sulla legge elettorale, le riforme, sulla necessità di dare più soldi alla scuola pubblica e lo faremo senza dare a nessuno il diritto con un fischio di bloccarci” così il premier tra gli applausi del popolo dem. Perché, aggiunge, portare a termine le riforme “è il compito del Pd tutto insieme: un partito che sa discutere al proprio interno ma che si riconosce come una comunità che va avanti insieme e anche se su alcune cose non la pensiamo allo stesso modo ci confrontiamo litighiamo un po’ ma poi andiamo avanti tutti insieme”.

Renzi dedica una buona parte del suo discorso alla riforma della scuola, prossimo fronte di lotta con le opposizioni e non solo. “Possiamo discutere nel merito, nel ddl la Buona scuola ci sono molte cose che si possono cambiare. Non credo che la proposta del governo sia prendere o lasciare: si può parlare. Ma non lasceremo la scuola soltanto in mano a chi urla. La scuola non è solo di quelli organizzati, è delle famiglie”. Anche perché, aggiunge, “se il ddl sulla Buona scuola passa 100mila insegnanti entreranno, se non passa continuerete a fischiare. Questa è la differenza”.

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