Regolamento urbanistico, si riaccende la polemica

Regolamento urbanistico, s'infittisce la giungla di polemiche che ha preso di mira in particolare l'ormai famoso e dibattuto "avviso pubblico" rivolto ai cittadini proprietari di immobili di almeno 2mila metri quadri di superficie. Tanto più che oggi, in consiglio comunale, è stata ribadita la data in cui uscirà l'avviso: sarà pubblicato il 19 febbraio 2013 e sarà ovviamente accessibile in rete.

Ma di cosa si tratta? Di questo: "del ricorso a una procedura di evidenza pubblica attraverso la quale i soggetti legittimati pubblici e privati possano manifestare l’interesse a trasformare il proprio immobile fornendo dati tecnici indispensabili e illustrando le caratteristiche della proposta di trasformazione", come torna a spiegare nel suo intervento odierno lo stesso assessore. Un avviso ha come obiettivo quello di “intervenire” nell’elaborazione del regolamento urbanistico. Uno strumento di durata quinquennale che, insieme al piano strutturale, completa la pianificazione urbanistica comunale.

Inoltre, come spiega l'assessore all'aula, lo strumento "permette al contempo di verificare la “maturità” dell’intervento ovvero quanto la proposta, sia essa pubblica che privata, abbia presupposti sufficientemente definiti sulla trasformazione da attuare". 
Altri benefici? "L'avviso può permettere all’Amministrazione comunale di richiedere da subito livelli prestazionali minimi in termini di qualità architettonica e sostenibilità ambientale, nonchè di qualificazione del contesto in termini di reperimento di standard o comunque di modalità che consentano di ottenere un concreto miglioramento della qualità dell’abitare" . 
Anche un accenno, nemmeno tanto velato, nella parole di Elisabetta Meucci, alla polemica recente con i Comitati cittadini: "Poiché da parte di qualcuno si è voluto leggere in questo procedimento un modo surrettizio di introdurre forme di urbanistica contrattata – ricorda l'assessore – è necessario ribadire ancora che non è prevista alcuna forma di trattativa. Questo è soltanto un metodo, più rapido e più efficiente, di raccogliere informazioni di dettaglio circa i progetti più significativi che i soggetti interessati, pubblici e privati, in coerenza con il Piano Strutturale, ipotizzano di realizzare".  L'assessore di seguito precisa: "Trattandosi di un avviso pubblico di carattere ricognitivo è evidente che non costituisce in alcun modo un vincolo di accettazione da parte dell’amministrazione che espliciterà le scelte del primo Regolamento Urbanistico ritenute più opportune. La stessa opportunità di proposta è estesa alle trasformazioni oggetto di perequazione urbanistica per la quale il Piano Strutturale ha quantificato in 150.000 mq la superficie da trasferire da contesti densi ad altre aree della città".

Il modus? L'avviso stabilisce che, entro 60 giorni dalla sua pubblicazione, possano essere presentate manifestazioni di interesse corredate da un’individuazione cartografica in scala adeguata con specificazione della superficie utile lorda e della destinazione attuale, dalla documentazione attestante l’eventuale dismissione (che dovrà essere antecedente di almeno 1 anno dalla data dell’avviso), da una relazione che dettaglia l’intervento proposto e le destinazioni ipotizzate, la sua compatibilità ambientale con indicazione dei tempi, dei costi e delle convenienze pubbliche".

Dalle stesse parole dell’assessore si comprende la finalità principale dell’iniziativa che ha carattere conoscitivo: quello di ridurre i tempi. La posta in gioco è grossa: circa un milione di metri quadri di suolo utile, che riguardano immobili dismessi, sottoutilizzati o con cambio di destinazione originaria. Le linee guida del nuovo regolamento sono già state adottate della giunta, e, se non vi saranno troppe osservazioni, la Giunta Renzi spera di chiudere la partita entro la fine della legislatura.

Non ci metterebbero la mano sul fuoco, secondo quanto scritto in una nota, i Comitati Cittadini. Infatti, la nota rileva che l'avviso pubblico annunciato dall'assessore è affetto da una vera e propria "impossibilità". 
“Forse l’assessore si è confusa: era la vecchia legge regionale 5/95 (quella che precedeva la attuale legge regionale 1/05) che prevedeva la possibilità di presentare una sorta di avviso pubblico nell’ambito del terzo strumento urbanistico previsto (dopo il Piano strutturale e il Regolamento urbanistico) – spiega la nota – il cosiddetto Programma integrato di intervento che peraltro era facoltativo”.
“Per dare attuazione a tale strumento il Comune approvava un documento programmatico preliminare dandone notizia al pubblico. Entro un termine stabilito gli operatori (pubblici e privati senza limiti di superficie di proprietà) che intendevano realizzare interventi già previsti dal Piano strutturale presentavano le loro proposte ed entro 6 mesi il Comune adottava il Programma integrato di intervento”.

In definitiva, la normativa precedente dava non solo la possibilità di per le proposte dei proprietari di essere conosciute e soppesate dall'amministrazione, ma prevedeva anche delle condizioni precise, vale a dire “che gli interventi fossero già previsti nel Piano strutturale e che l’avviso pubblico fosse rivolto indistintamente a tutti i cittadini e agli operatori, sia pubblici che privati”.
Non è così, spiegano i comitati, per la legge attualmente in vigore, la legge regionale 1/05, quella che ha tuttavia “sostituito lo strumento del Programma integrato di intervento con il Piano complesso di intervento, affidato esclusivamente all’iniziativa del Comune: una scelta fatta a ragion veduta, dal momento che l’avviso pubblico, proprio per il peso attribuito alle scelte degli operatori privati, non dava sufficienti garanzie di imparzialità”.

Dunque, secondo i Comitati, l’avviso non ottempera alla legge in vigore. No, ma a quella precedente? Neanche, rispondono i comitati.
Ed ecco il motivo: “l’assessore si rivolge solo agli operatori privati che posseggono almeno 2000 mq. di superficie, mettendo così in essere una grave discriminazione”, spiega la nota.
Non solo: i Comitati accusano l’assessore di mettere “in moto un vero circolo vizioso quando, per procedere alla redazione del Regolamento urbanistico, che a suo stesso dire deve prevedere precise prescrizioni, rimanda ai contenuti del Piano strutturale approvato, forse dimenticando che esso rinviava al Regolamento urbanistico proprio molti di quei capisaldi strategici che l’art. 53 della legge regionale vigente ritiene necessari per la formazione dei P.S.”.
E ancora, perplessità per “le sue dichiarazioni sul Piano strutturale già operativo, dal momento che fino all’approvazione del Regolamento urbanistico vige ancora il vecchio Piano Regolatore Generale”.
Infine, una critica sul merito: introducendo il metodo dell’avviso pubblico, accusano i comitati, “si rinuncia a procedere autonomamente all’individuazione di quelle caratteristiche puntuali richieste per la redazione del Regolamento urbanistico, con buona pace della pianificazione territoriale”. 

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