Il regolamento urbanistico del Comune di Firenze lunedì si presenta in consiglio comunale, dove il dibattito sarà con ogni probabilità ampio: sono previsti almeno i 134 emendamenti presentati dai consiglieri comunali Tommaso Grassi (Sel) e Ornella De Zordo (Perunlatracittà). Un numero imponente giustificato dal fatto, come spiegano De Zordo-Grassi in una nota, che il regolamento urbanistico in discussione ha finito per assumere una rilevanza molto più ampia rispetto al ruolo otiginario, dal momento che ad esso sono state demandate scelte che sono senz'altro strategiche per il tessuto urbano cittadino. Del resto, come fa notare lo stesso presidente della commissione urbanistica Mirko Dormentoni, “siamo di fronte al nuovo strumento di pianificazione della città ed a regole edilizie completamente nuove. Abbiamo svolto un’attività intensa di approfondimento, valutazione ed elaborazione di alcuni miglioramenti”. Un'attività che è andata avanti per un mese e mezzo di lavoro (22 sedute per un totale di circa 60 ore) al termine del quale la Terza Commissione ha espresso il parere positivo con emendamenti alle delibere di adozione del Regolamento Urbanistico e di approvazione del Nuovo Regolamento Edilizio. E’ stata approvata anche una mozione di indirizzi all’amministrazione per il lavoro da svolgere nella fase successiva (osservazioni e approvazione del Regolamento Urbanistico).
Per quanto riguarda il nuovo regolamento edilizio Dormentoni ha sottolineato che “le parole d’ordine sono state: maggiori garanzie di vivibilità e qualità degli alloggi e dei luoghi di lavoro, favorire il risparmio e l’efficienza energetica, apertura alle nuove tecnologie, semplificazione ed immediata operabilità delle norme (più chiarezza, più certezza, meno deroghe possibili)”. Per il Regolamento Urbanistico è stata esaminata una mole di oltre 1000 pagine, 33 tavole della “Disciplina del suolo e degli insediamenti”, 85 articoli delle Norme Tecniche di Attuazione (numero basso perché un criterio seguito è quello della semplificazione) e 218 schede norma con 107 aree di trasformazione e rigenerazione urbana e 111 aree per servizi che comprendono le previsioni di infrastrutture per la mobilità che interessano suoli di proprietà privata (viabilità, tranvia, piste ciclabili), aree per parcheggio e verde pubblico, interventi su servizi pubblici (Fortezza da Basso, Sant’Orsola, ecc.) compresa l’edilizia residenziale pubblica.
Il Nuovo Regolamento Edilizio è invece quantitativamente più semplice ed ha assunto una struttura decisamente più snella rispetto alla versione attualmente in vigore (13 capitoli a fronte dei precedenti 24, 105 articoli contro 245, 3 allegati a fronte di 10), ma con contenuti altamente innovativi e basati su alcuni principi fondamentali.
Ed è proprio l'importanza che ha finito per assumere il regolamento che ha condotto inevitabilmente alla previsione di una serrata sequela di emendamenti lunedì prossimo. Il valore acquisito dal documento, precisano De Zordo e Grassi, “riguarda sia gli interventi precisi che vengono autorizzati in città, sia su un piano più generale, la distribuzione dei volumi e delle funzioni. Sostenuti da tecnici e urbanisti, abbiamo studiato attentamente i materiali e abbiamo predisposto una serie di emendamenti che correggessero almeno alcune delle scelte predisposte dall'urbanistica di Palazzo Vecchio”.
I 134 gli emendamenti depositati riguardano vari aspetti: dalla tutela delle aree verdi pedecollinari, a un diverso utilizzo delle aree in cui si trasferiscono i volumi, al contenimento del dimensionamento, al Registro dei crediti edilizi. Numerose anche le proposte relative alla mobilità.
“Abbiamo presentato anche proposte alternative o rettifiche a molti dei singoli interventi contemplati dal Regolamento – si legge nella nota dei due esponenti dell'opposizione di “sinistra” – la cancellazione dei parcheggi interrati del Carmine e di Brunelleschi come anche del campeggio a Rovezzano e un diverso uso per i più rilevanti complessi dismessi: ex Panificio Militare, Santa Rosa, Manifattura Tabacchi, ex Gasometro, Caserma Lupi di Toscana e Vittorio Veneto, Parco Villa di Rusciano, per citare solo alcuni dei molti casi per cui abbiamo ipotizzato destinazioni a funzioni pubbliche, sociali e/o culturali, rispetto alle possibilità offerte da Palazzo Vecchio all'iniziativa edificatoria privata”.