Reggio Emilia Innovazione, società a capitale misto pubblico privato, è in liquidazione. E’ quanto si apprende dalla visura camerale della stessa società, secondo cui questa è in liquidazione dal 13 luglio scorso. La società ha accumulato perdite a partire dal bilancio 2014: passivo di 334mila euro in quell’anno, rosso da 396.645 euro l’anno successivo e 2016 che si è chiuso con – 1milione e 365mila euro. A determinare lo sbilancio la differenza tra i costi della produzione (3 milioni e 308mila euro) e il valore della produzione, inchiodato a 1 milione e 977mila euro. I costi per il personale ammontano a 889mila euro, in crescita rispetto ai 797mila euro del 2015.
I debiti ammontano a 1 milione e 692mila euro. La fetta più importante è costituita da quelli verso i fornitori: 680mila euro. Tra gli altri si segnalano 126mila euro per un finanziamento ottenuto da Carisbo.
Il bilancio stesso parla di “significativa perdita di esercizio”, che sarebbe determinata, oltre che da una valutazione prudenziale degli elementi di bilancio, dalle seguenti cause: “La diminuzione del fatturato della società rispetto agli esercizi precedenti, dovuta anche alla crisi di liquidità che ha impedito un ordinario svolgimento delle attività gestionali aziendali, unitamente ad una diminuzione meno che proporzionale dei corrispondenti costi di esercizio; la diminuzione dei contributi in conto esercizio; le sopravvenienze passive per complessivi euro 843.758 iscritti alla voce B14 del conto economico”. Tra le attività della società che comportano maggiori ricavi c’è l’uso a terzi della Camera climatica, che vale 610mila euro. Le attività a mercato del Tecnopolo valgono 36mila euro di ricavi. Il Fab Lab 855 euro.
“Gli elementi di costo aventi natura eccezionale – si legge nel bilancio – iscritti alla voce B14 del conto economico, sono costituiti da sopravvenienze passive per complessivi euro 843.758. In particolare, nella voce sono iscritte: Svalutazioni di crediti afferenti progetti che non si sono potuti portare a termine, vista la situazione di grave tensione finanziaria della società, che ha impedito di investire nei macchinari, attrezzature e software necessari per il completamento dei progetti stessi, per euro 320.000; svalutazioni di cespiti per i quali è venuta meno la relativa possibilità di utilizzo, per euro 167.130; cancellazione dei crediti per imposte anticipate, come meglio descritto in altra parte del presente documento, per euro 76.102; iscrizione di costi straordinari derivanti da contenziosi con collaboratori esterni per annualità 2016 e 2015, per euro 41.662; valutazioni di crediti verso Camera di Commercio per costi rendicontati e non riconosciuti relativi al “Bando incubatori 2015”, per euro 14.914; storno parziale del credito verso Regione per il progetto “Train ER”, non ancora concluso, per euro 85.000; storno di fatture da emettere per euro 114.115”.
Nette le affermazioni che si possono leggere nella relazione al bilancio del sindaco unico della società, Stefano Beltrami: “La Società, nell’esercizio 2016 ha conseguito un risultato economico negativo, chiudendo il bilancio al 31 dicembre 2016 con una perdita d’esercizio di euro 1.355.314; in conseguenza di ciò, il patrimonio netto risulta negativo con un valore di euro – 767.071”. “Non sussistendo il presupposto della continuità aziendale – prosegue la relazione – inteso come capacità della Società di operare nel prevedibile futuro, date le perdite realizzate superiori al patrimonio netto esistente al 31/12/2016, è indispensabile che i soci adottino quanto prima i necessari provvedimenti, in assenza dei quali, gli amministratori dovranno determinare lo scioglimento della Società”.