Re Roger, la leggenda continua

Un campione visto da vicino

Stefania Chieppa

La classe,il portamento, lo stile, l’eleganza e la tecnica perfetta appartengono al più  grande fenomeno di tutti i tempi nel mondo del tennis…sto parlando del “Re” incontrastato: Roger Federer. Ovviamente a guardarlo giocare ognuno di noi non può che rimanere incantato per la sua grande facilità  nel colpire ogni palla senza dare l’impressione di metterci il minimo sforzo. Ma il bello non è solo vederlo giocare perché sono i risultati che contano, infatti Roger conquista record su record.

Gli ultimi sono stati raggiunti proprio nel Master di Londra,il torneo che chiude l’anno Grazie a quest’ultimo titolo Roger si porta ad essere l’unico a vincere per ben 6 volte il Master (Lendl e Sampras lo vinsero 5 volte),a raggiungere la 100esima finale e la 70esima vittoria!  Pensate che l’anno 2011 sembrava dovesse essere il peggiore, lui l’unico ad aver vinto per ben 16 volte gli Slam,quest’anno non ne aveva vinto neanche uno…eppure in questa fine stagione ha giocato un tennis strepitoso.

C’era chi lo dava per un giocatore in discesa o in fase di declino, invece lui dopo la vittoria a Basilea, a Parigi Bercy e a Londra dichiara di sentirsi bene, di non voler smettere e soprattutto di voler portare a casa uno dei suoi più grandi obiettivi: l’oro alle Olimpiadi che si svolgeranno nel 2012 sempre a Londra sulla sua amata erba. Quindi tutti i suoi infiniti fans possono ancora sperare di rivedere il campione sul podio più alto perché la terza posizione mondiale (è arrivato persino al numero 4 durante il master) non gli si addice proprio e nonostante il suo carattere pacato e con una gran capacità di autocontrollo nel gestire grandi emozioni, sono sicura che dentro di sé non accetti assolutamente quella posizione e farà di tutto per riprendersi il posto che gli spetta.

Sì perché “Re” Roger non è sempre stato così tranquillo e impassibile, come ha confermato il suo ex allenatore Paul Dorochenko, perché il campione svizzero era un ragazzo terribile, iperagitato, parlava in continuazione e durante le partite era spesso molto nervoso al punto da spaccare le racchette…ma ve lo immaginate? Difficile credere eppure era così , anche il fenomeno incontrastato ha dovuto lavorare moltissimo soprattutto a livello caratteriale, certo le qualità  innate le ha sempre avute, ma la sua caparbietà  e l’essere un perfezionista lo hanno portato ad essere il più grande di tutti i tempi.
Non sono solo i record a renderlo grande, ma anche la classe e la personalità, sono doti che solo Roger Federer ha dentro e fuori dal campo. Io ho avuto la fortuna di incontrarlo e parlarci personalmente per la prima volta l’anno scorso, in occasione degli Internazionali d’Italia. Bene, vi posso assicurare che prima di avvicinarmi ho dovuto fare un gran respiro e farmi coraggio, intanto era costantemente attorniato da numerosi fans che chiedevano l’autografo, o giornalisti che volevano intervistarlo quindi non è stato semplice, ma appenna avuta l’opportunità finalmente sono riuscita a parlargli e chiedergli se gli andava di conoscere un ragazzino che si era fatto tatuare il suo nome sul fianco per testimoniare la sua grande adorazione. Roger è stato colto di sorpresa perché una cosa del genere non gli era ancora capitata e si è dimostrato gentilissimo e disponibile verso il ragazzo. Quello che mi ha maggiormente colpito è stato il suo sguardo che era spesso rivolto verso il basso. Sì perché in fondo Roger è molto timido ed è solo un ragazzo di 30 anni cresciuto tanto in fretta.  Quest’anno invece sono rimasta sorpresa, perché quando l’ho incrociato al Foro Italico pensavo non si ricordasse di me, invece mi ha salutata, a dimostrazione che nonostante la sua grande popolarità sia rimasto un ragazzo umile.

Credo di interpretare l’ augurio di tutti i fans affinché l’era Federer possa andare avanti il più a lungo possibile e che quindi continui a vincere il Laureus World Sports Awards nella categoria ” sportivo dell’anno” ( anche questo titolo è da record, poiché l’ha vinto per ben 4 volte di fila). Senza di lui il tennis non sarebbe “Magia”.

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