Questo Mondiale non s’ha da fare. O forse sì, ma da soli…

Con un percorso spettacolare: via da piazza Grande a Lucca, passaggio sulle mura (che nel 2013 taglieranno il traguardo dei 500 anni), poi Collodi (il paese di Pinocchio, che sarà, o a questo punto meglio dire dovrebbe essere, la mascotte dell’evento), salita con i passaggi a Montecatini Alto e sul San Baronto, passaggio da Casalguidi in memoria di Franco Ballerini, Commissario Tecnico dell’Italciclismo dai tanti successi (3 ori iridati consecutivi e un’Olimpiade) e poi si arriva a Firenze, con 90 km. nelle gambe. Qui parte un circuito di 16,1 km. che dovrà essere percorso undici volte. Previsti ben 59 km. di salita: la prima è quella che porta a Fiesole, la panoramica, lunga 4,8 km. al 6% di pendenza media e punte del 9%; la seconda è il muro di via Salviati che culmina in via Bolognese: 598 metri con pendenza media del 12% e punte del 19%. Da qui 4 km. e arrivo davanti allo stadio “Artemio Franchi” e al Mandela Forum. Una pubblicità mozzafiato per la Toscana, che rischia però di saltare. In questi giorni infatti il comitato organizzatore ha lanciato il suo grido d’allarme: il progetto di opere e infrastrutture per ospitare la rassegna iridata su due ruote, roba da 60 milioni di euro, senza finanziamenti da parte del Governo non è realizzabile. Il Mondiale 2013 sarà a carico, almeno per ora, della Regione e dei Comuni e Province coinvolte. Una mossa che costringe gli organizzatori a dimezzare il budget: i Mondiali toscani, se si faranno (a questo punto tutto è possibile, anche che l’UCI revochi l’assegnazione), dovranno costare non più di 30 milioni di euro. Gli addetti ai lavori sbiancano se si pensa che nel progetto originario per la sola Firenze era prevista una spesa di 20 milioni, mentre ora al capoluogo, nonché scenario principale della prova in linea maschile, andranno meno della metà di questa cifra. Dal Governo infatti, soffocato dai tagli agli enti locali come alle realtà sportive (il Coni dovrà fare a meno di 30 milioni di euro), non arriva, e difficilmente arriverà, alcun aiuto economico. Un’occasione mancata, a questo punto. Perché, inutile girarci intorno, a livello sportivo gli eventi che portano miglioramenti e novità in termini di opere infrastrutturali sono solo tre: i Giochi Olimpici, i Mondiali di calcio, e i Mondiali di ciclismo. Basti pensare al rifacimento del fondo stradale, una messa in sicurezza che il territorio si troverebbe a poter sfruttare per anni e anni. Invece no, tutto ciò rischia di andare in fumo. La Toscana, per colpa non sua sia chiaro, sta rischiando di veder gettata alle ortiche un’occasione d’oro: mai i Mondiali di ciclismo in Italia erano stati assegnati ad un percorso così prestigioso come quello del Granducato, con arrivo nella culla del Rinascimento (senza nulla togliere ovviamente ad esempio a Verona e Varese, le ultime due sedi italiane della rassegna iridata su due ruote). Chi ci perde di più però è lo sport italiano. Ancora una volta. Ha ragione Dario Nardella, vicesindaco e assessore allo sport del Comune di Firenze: “l’Italia, visto come stanno andando le cose, non merita affatto le Olimpiadi 2020”. Difficile dargli torto.

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