Sono quattro i vincitori del Premio “Impresa + Innovazione + Lavoro” promosso dal Consiglio Regionale della Toscana in collaborazione con la Fondazione per la Ricerca e l’Innovazione. Erede naturale del Premio Vespucci, il riconoscimento è andato a quelle imprese toscane che, aggregate ai Poli Regionali e ai distretti tecnologici, si sono distinte – nel periodo compreso tra ottobre 2011 e settembre 2013 – in progetti d’innovazione basati sul rapporto impresa-ricerca pubblica. “La selezione, avvenuta tra 38 grandi aziende, piccole/medie imprese e startup, non è stata facile”, ha dichiarato Fabrizio Landi, presidente della Commissione giudicatrice. “Abbiamo premiato quei progetti che maggiormente sono riusciti a coniugare qualità, innovazione, impatto e realizzabilità indipendentemente dal settore o dal Polo d’appartenenza”. “Ciascuna ha presentato un progetto importante. Nella difficoltà della scelta, premiandone alcune, vogliamo simbolicamente premiarle tutte”, ha aggiunto il consigliere regionale Gianluca Lazzeri.
Importante la partnership della Fondazione per la Ricerca e l’Innovazione, capofila del Polis, uno dei poli regionali interessati dall’iniziativa. “Siamo direttamente coinvolti nell’azione che questo premio ha voluto promuovere – ha dichiarato il presidente dell’ente, Marco Bellandi – un’azione, cioè, di imprese legate a uno o più poli scientifici che portano avanti progetti di sviluppo industriale basati sull’innovazione, e che possono farlo anche grazie ai finanziamenti pubblici”. Il Premio, del resto, ha sottolineato Piero Meucci componente della commissione giudicatrice e moderatore della manifestazione “vuole rappresentare l’elica dell’innovazione e dello sviluppo, ovvero l’unione delle tre componenti università/ricerca , struttura industriale e istituzioni”.
Sono disparati gli ambiti dei progetti vincitori, ma tutti ugualmente accomunati dal marchio dell’innovatività e della proiezione su un futuro di produttività e di ricadute occupazionali. La D-Orbit di Sesto Fiorentino, startup del Polo Optoscana, ha vinto con la creazione di un dispositivo spaziale utile ad evitare l’impatto tra satelliti e il conseguente generarsi di detriti spaziali. Sestese anche la Thales Italia, vincitrice tra le grandi imprese con “Pitagora”, piattaforma per la gestione delle operazioni aeroportuali. Due le aziende del settore piccole/medie imprese premiate: la 01S di Pisa con il progetto “Semplice” di conversione dei dati delle pubbliche amministrazioni in strumenti di conoscenza fruibili a tutti e la Philogen di Siena, che grazie al progetto “Darleukin” ha sviluppato un nuovo farmaco biotecnologico per la cura del melanoma metastatico.
Nelle mani dei vincitori è finita una riproduzione della scultura “La Speranza d’Oro” del maestro Niccolò Niccolai, una sintesi perfetta dello spirito del premio. “La statuina vuole sollecitare quegli aspetti di ricerca di un cosmo, di un ordine che non può nascere se non ponendosi di fronte alla realtà come di fronte a un caos, una confusione primordiale di materia da organizzare”, ha spiegato Niccolai. L’ispirazione? “Una figura della cultura sudamericana presente in un film di Solanas “Il Viaggio”. Un personaggio nel film sente un tamburo che batte al ritmo del cuore e tiene sveglia la speranza di un popolo. La speranza che batte al ritmo del cuore di ognuno di noi è l’atteggiamento genuino verso la vita che chiama ognuno di noi a trasformarlo nell’attività che si ha in talento di svolgere. Dunque la speranza non è l’ultima a morire, ma la prima a nascere, perché nasce sì dal caos, ma da un caos che produce un progetto”. Punto.