Firenze – Marcia degli industriali a difesa degli stabilimenti, ovvero del lavoro, legato all’automotive, con sollecitazioni al governo per far partire strumenti straordinari per la transizione ecologica . A lanciarla, il presidente di Unindustria Cassino, tal Francesco Borromeo ben conosciuto dalle parti di Firenze, o meglio di Campi Bisenzio, come ben sanno tutti coloro che hanno seguito e seguono le vicende della ex Gkn. In particolare a sbigottire sono gli operai, che da mesi, ovvero da quando sono saltati salari ed ammortizzatori, chiedono il commissariamento della Qf, che ha preso in mano l’ex fabbrica di automotive.
“Mentre il presidente di Unindustria Cassino fa la voce grossa per il rinnovo degli ammortizzatori, il liquidatore da lui nominato a Campi Bisenzio non paga gli stipendi né presenta un piano sociale per attivare la cassa integrazione. Intanto gli operai lanciano una nuova fase di mobilitazione per settembre-ottobre: domani concerto alla Casa del Popolo di Grassina”, si legge nella nota .
“Non sappiamo con quale coraggio oggi il presidente di Unindustria Cassino pontifichi sull’industria italiana – dichiara la RSU ex Gkn -, quando è reduce dal disastro di Campi Bisenzio. Vogliamo ricordare a Borgomeo che, mentre lui annuncia una mobilitazione per gli ammortizzatori sociali a Cassino, il liquidatore da lui nominato a Campi Bisenzio non paga gli stipendi da 20 mesi e da 8 mesi non provvede ad accedere alla cassa integrazione, a cui l’azienda avrebbe diritto se presentasse un piano sociale, come richiesto dal tribunale. Per la transizione ecologica ci vuole l’intervento pubblico. Non vogliamo mica delegarla a imprenditori come Borgomeo? Non sono capaci nemmeno di accedere alla cassa integrazione, che in Italia viene concessa in milioni di ore, figuriamoci se possono prospettare un futuro per l’industria in questo paese”.
Le dichiarazioni di Borgomeo arrivano alla vigilia dell’inizio della nuova fase di mobilitazione promossa dal Collettivo di Fabbrica ex Gkn. Un mese e mezzo di eventi che porteranno fino alla chiusura dell’azionariato popolare per la cooperativa GFF, il 30 settembre, e alla prima assemblea dei soci di GFF il 13 ottobre. Il primo appuntamento è oggi, venerdì 6 settembre, alla Casa del Popolo di Grassina: dalle 18 presentazione delle attività sportive del Rugby Valdisieve, apericena, dj set con dj muffa e LeBlond, concerto di Queen Of Saba.
“Le dichiarazioni alla stampa di Borgomeo dicono tutto e il contrario di tutto – continua la RSU -, oggi condanna la transizione, altre volte abbiamo letto che la mobilità sostenibile per lui era il futuro e quando ci ha rilevato diceva di rivolgersi ad altri settori perché l’automotive aveva i giorni contati. La verità è che l’unica riconversione industriale la stiamo facendo noi, approfondendo con le nostre mani la possibilità di realizzare cargo bike e pannelli fotovoltaici, nel silenzio dell’azienda e nel boicottaggio di un intero sistema. Lo ripetiamo, con quale coraggio un simile “imprenditore” diventa oggi il paladino dell’automotive, quando ha distrutto un’eccellenza come Gkn che produceva semiassi, utilizzati su tutti i veicoli, elettrici o meno? Il Ministro Urso ha una cosa urgente da fare, se vuole salvare l’ex Fiat di Firenze, commissariare QF. E questo intervento va fatto subito, anzi doveva già essere stato fatto”.
Rincara la dose una nota della Fiom, firmata a quattro mani da Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità e Stefano Angelini, segretario generale Fiom-Cgil di Firenze, Prato e Pistoia.
“Leggiamo con stupore le dichiarazioni rilasciate ieri alla stampa da Francesco Borgomeo che, in rappresentanza di Unindustria, sollecita al Governo ‘strumenti straordinari’ per la transizione ecologica perché in alternativa per l’automotive la fine dell’anno potrebbe significare la chiusura di stabilimenti.
Ci chiediamo se si tratti dello stesso soggetto che è proprietario della ex GKN oggi QF che, ricordiamo, sta per quattro F: Fiducia nel Futuro nella Fabbrica di Firenze. Un’azienda abbandonata a se stessa da più di un anno, che potrebbe beneficiare di ulteriori ammortizzatori sociali che rilancerebbero l’attività, se lo stesso Borgomeo ne avesse l’intenzione”.
“Ecco, se si trattasse della stessa persona avremmo un problema. La ex GKN non è l’unica azienda di proprietà di Borgomeo e ci risulta che anche in altre vi siano situazioni di difficoltà, pertanto dichiarazioni così forti come quelle rilasciate ieri nella veste di rappresentante delle imprese sono inaccettabili. Piuttosto che avventurarsi in uno scenario di invocazione di una mobilitazione di imprenditori, sarebbe opportuno maggiore senso di responsabilità sociale nei confronti delle lavoratrici e lavoratori scoperti da ogni tutela economica proprio per le sue sciagurate decisioni.
La transizione ecologica, tecnologica ed energetica non è un imprevisto ma una prospettiva nota da tempo. Gli ammortizzatori sono strumenti importanti ma per far ripartire l’industria dell’auto nel nostro Paese, ma occorrono innanzitutto politiche industriali e investimenti. La Fiom-Cgil li chiede da tempo, insieme ad un piano strategico condiviso con il Governo e le imprese che metta al centro i lavoratori e il futuro dell’industria italiana”.