QF-ex Gkn, operai su un lampione

La protesta dei lavoratori della ex Gkn, da due mesi senza stipendio

Firenze – Due mesi senza stipendio e nessuna risposta. Per questo oggi, giovedì 29 febbraio alcuni lavoratori di Qf ex Gkn, sono saliti su un lampione dell’elettrificazione pubblica

In un post su facebook, i lavoratori hanno reso pubbliche le motivazioni del loro gesto, mettendo in un elenco anche le proposte.

“Non avere paura di cadere, ma di non volare – di legge nell’incipit – Stipendio subito, intervento pubblico qui e ora”.

Al primo punto, la motivazione. “29 febbraio, 2 mesi senza stipendio. Tentano tutto per fiaccare questi nostri corpi: affamarci, dividerci, logorarci. Ci avete visto barcollare, ondulare come a decine di metri di altezza quando tira forte il vento. Ma no, non siamo caduti”.

“Se cadessimo – si legge al secondo step – raccontereste le nostre storie: quanti figli abbiamo, da dove veniamo. Da vivi siamo numeri, disumanizzati. E quindi tutto lecito: non pagare gli stipendi, disdettare gli accordi, calunniare”.

“L’unica cosa che realmente si contrappone alla distruzione speculativa della ex Gkn sono questi corpi. Attaccano perfino il mutualismo e le attività culturali che ci tengono vivi”.

“Soffriamo di vertigini come tutt_ – continua il post – Ma ancora più paura fa la melma che sale nel paese. Più forte è la paura che qualcuno di noi, caduto in depressione, finisca per farsi male nella solitudine”.

“Quando la logica speculativa detta legge, chi finisce sotto accusa è la lotta sociale. Denunciano Società operaie di Mutuo Soccorso, circoli ricreativi operai o reindustrializzazioni dal basso, nel territorio che ne è la culla”.

“Gkn, Campi, Firenze vanno liberate – è l’appello – Non va “liberato” un fantomatico stabilimento. Va liberata la fabbrica e un territorio: le persone prima dell’edificio, la reindustrializzazione prima della logica immobiliare”.

“Guardatela dall’alto questa nostra piana. Cementificata, alluvionata, appaltata, tra le zone più inquinate d’Europa. Eppure quante volte è accorsa ad abbracciare la Gkn per difenderla. Questa piana si è conquistata una fabbrica socialmente integrata”.

Quanto alle trattative: “Da anni qua non c’è nessuna trattativa o controparte reale. La logica di distruzione procede, cambiando volto. Sa come mimetizzarsi, sottrarsi a leggi, giocare con il tempo, con il ricatto e le finte aperture”.

Inevitabile chiamate in campo la politica. “Su Gkn la decisione deve essere politica. Senza un intervento pubblico, non se esce: consorzio industriale pubblico per un polo delle energie rinnovabili e della mobilità leggera”.

Conclude il post: “A situazione straordinaria, misure straordinarie: prestito ponte a garanzia pubblica per i mesi senza reddito, ripresa degli accertamenti dell’ispettorato del lavoro”

Dalla CGIL giunge una nota di sostegno alla lotta operaia, parlando della protesta odierna:

“Un’iniziativa da ricondurre all’irresponsabilità sociale di QF che a due giorni dal termine ultimo dei 60 giorni, previsti dalla Legge 234, non ha ancora presentato un piano sociale per agganciare un’ammortizzatore – si legge in una nota della Cgil- Ricordiamo che assieme alla nostra Rsu e ai soggetti istituzionali territoriali e nazionali nel gennaio del 2022 con QF abbiamo sottoscritto un accordo che doveva portare alla reindustrializzazione del sito e che, a dicembre 2023, il Tribunale di Firenze su ricorso per atteggiamento antisindacale, da noi presentato, ha imposto all’azienda di ricorrere all’applicazione della legge 234 che prevede l’obbligo di presentare un piano industriale e di impatto sociale proprio verso il Mimit”.

La sentenza non è stata rispettata, dicono dal sindacato, e aggiungono: “Riteniamo grave che, in barba a una sentenza di un Tribunale della Repubblica e a un accordo sottoscritto presso quel Ministero, lo stesso faccia finta di niente quando invece ne è responsabile insieme all’azienda, lasciando nella disperazione 180 lavoratori che da oltre due mesi non riscuotono il salario. Il paese reale è questo e in troppi fanno finta di non vederlo”.

Conclude la CGIL: “Sollecitiamo nuovamente al Presidente della Regione Toscana, al Sindaco della Città Metropolitana e al Sindaco di Campi Bisenzio e a tutti i parlamentari eletti su questo territorio di farsi carico di una richiesta di incontro urgente presso il Mimit”.

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