Grosseto – Ultima seduta ieri, per il consiglio provinciale di Grosseto, che si è concluso poco dopo le ore 19 del 19 giugno 2014. Un Consiglio provinciale che ha chiuso una fase storica, cui hanno partecipato le massime autorità locali, che ha visto l’ultimo atto di una assemblea elettiva. Ed è stato il presidente della Provincia, Leonardo Marras, a tirare le somme: “Anziché preparare un discorso scritto, come di solito si usa fare in queste occasioni – è stato l’incipit – ho preferito lasciarmi andare, prendendo spunto dalle parole e dai pensieri dei consiglieri provinciali che hanno espresso, anche con passione e calore, i loro diversi punti di vista”. Emozioni sì, e anche forti, al pensiero che questa ormai “antica” assemblea eletta dai cittadini si arrenda ai tempi, ma, ha sottolineato Marras, “dobbiamo pensare al futuro. Se è vero che si chiude un’esperienza di un luogo eletto direttamente dal popolo, è altrettanto vero che si apre un’altra fase, importante e delicata”. Dunque, bando alle nostalgie. Avanti coi bilanci dell’esperienza, ma in previsione di ciò che potrà essere il futuro. E se c’è un importante risultato da salvare, è il pensiero di Marras, è senz’altro “il grande contributo per la costruzione di un sentimento comune di forte identità territoriale. Ha preso sempre più corpo l’idea di un unico sistema economico e sociale: la Maremma Toscana. Questo è forse il risultato più grande, che dobbiamo difendere con convinzione, una preziosa eredità che lasciamo a chi verrà dopo di noi”. “Se ho deciso di rimanere anche dopo il 24 di giugno – aggiunge Marras – è per garantire questo passaggio, non per tenere il motore al minimo, ma per condividere con i sindaci che saranno i futuri amministratori della Provincia, la nuova esperienza”.
Infine, un accenno alla nuova Provincia dei Comuni, vale a dire alla nuova assemblea del nuovo organo che “rimpiazzerà” la vecchia assemblea elettiva. “La norma prevede un nuovo patto e un nuovo rapporto tra Regione e Comuni, io ritengo che debba essere costruito senza penalizzare mai il decentramento, perché questo significa garantire la democrazia delle comunità locali. La Provincia dei Comuni per avere questa capacità dovrà continuare a garantire una personalità forte, unica. Questa è la mia idea. Spero che il periodo di transizione sia il più breve possibile, e che attorno alla complicata costituzione del nuovo Consiglio provinciale, non si creino situazioni di impasse. Noi utilizzeremo questa fase per suggerire ai sindaci un nuovo modello organizzativo che richiederà un grande sforzo anche ai consiglieri comunali dovranno abituarsi ad avere una visione e un senso di responsabilità che superano i confini e gli interessi particolari del territorio in cui sono stati eletti. Non sarà facile ma è senza dubbio una bella sfida”.