Il ministro Delrio deve avere una vera ossessione per le Province. A leggere i giornali, pare che l’ex sindaco di Reggio da quando ha messo piede a Roma non si sia occupato d’altro che del disegno di legge per “svuotare” gli enti di funzioni e competenze, un escamotage che dovrebbe portare alla definitiva abolizione dribblando la Consulta. Le ragioni di questa ossessione non sono chiare: è possibile che all’origine ci sia l’ambizione di Delrio di passare alla storia come il ministro che ha liberato gli italiani da inutili e costosi carrozzoni. C’è un punto però in cui la determinazione diventa cieca ostinazione ed è quando la realtà fa a pugni con le proprie idee.
Delrio ha recentemente dichiarato che la riforma farà risparmiare un miliardo. E’ stato smentito nell’ordine da 44 giuspubblicisti e dalla Corte dei conti. Il ministro ha semplicemente sbagliato i calcoli: non è sufficiente cancellare gli organi di governo per abbattere le spese per le funzioni generali di amministrazione. Non solo il risparmio sarebbe irrisorio, ma i costi potrebbero addirittura lievitare a causa della riorganizzazione. Non entriamo nel dettaglio, perché dei numeri ne abbiamo già dato conto, fin dai tempi del governo Monti.
Ci limitiamo a fare notare che nel frattempo è esploso uno scandalo enorme in via Aldo Moro, sede della Regione Emilia Romagna. Voraci consiglieri comunali si sono fatti rimborsare pranzi e cene per mezzo milione di euro, regali, gioielli, viaggi e pure lo scontrino del wc pubblico. Roba che nemmeno ai tempi d’oro di Tangentopoli. Il titolare del dicastero agli affari regionali però non si è preso nemmeno la briga di intervenire.