
Laddove fino a ieri rimbombavano, con l’eco che si perdeva nelle infinite campagne circostanti, gli applausi per Matteo Renzi, le grida di gioia e le ola al suo incedere e scene di varia svenevolezza da contatto ravvicinato del terzo tipo, oggi, almeno su lui, cala un silenzio tombale. Puff, come non fosse mai esistito. La stessa sorte dell’ex segretario nazionale nonché ex Premier era toccata prima di lui, sempre da queste parti, al suo omologo di partito Pierluigi Bersani.

Fatto sta che la festa regionale del Pd, per ovvi motivi di opposizione più in sordina rispetto al passato, inizia oggi a Villalunga di Casalgrande con la sua carica di 700 volontari nei ristoranti e per gli spettacoli, vera forza della festa. C’è anche la politica, senza esponenti del nuovo Governo gialloverde alla festa regionale del Pd (è calato come una scure il niet di Pierluigi Castagnetti) ma con diversi big del Pd nazionale: da Maurizio Martina a Paolo Gentiloni, da Marco Minniti a Maria Elena Boschi, da Graziano Delrio a Matteo Richetti, da Carlo Calenda a Nicola Zingaretti.