Prezzo del marmo: braccio di ferro fra Comune e Legambiente a Carrara

Carrara (Massa-Carrara) – Da anni, recita una nota di Legambiente Carrara, il Comune della città del marmo è stato sollecitato a verificarne il reale prezzo di mercato. Il marmo ridotto in polvere costa 155-190 euro alla tonnellata, mentre il Comune ha fissato il prezzo dei blocchi in 90-200 euro alla tonnellata per la maggior parte del marmo estratto (l’85%) ed in 400-450 euro alla tonnellata per quello più pregiato (circa il 15% del totale). L’associazione ambientalista denuncia una sottostima del reale valore del marmo, con gravi perdite per le casse del Comune di Carrara.

Legambiente Carrara aveva proposto al Consiglio Comunale nel 2013 di modificare la stima del costo del marmo, proponendo un nuovo regolamento degli agri marmiferi che istituisse un Osservatorio dei prezzi del marmo.

Non per nulla tra i punti qualificanti della nostra proposta di un nuovo regolamento degli agri marmiferi, presentata al Comune all’inizio del 2013, vi era l’istituzione dell’osservatorio dei prezzi del marmo. Secondo le stime dell’associazione ambientalista, infatti, la sottostima del prezzo dei blocchi estratti nelle cave carraresi avrebbe comportato una perdita per le casse comunali di circa 1.000.000 di euro.

Fissare il vero prezzo per il marmo, si è difeso il Comune, è difficile. Si è scelto quindi di ripiegare su stime presunte. Certo, la scelta di non istituire l’Osservatorio non è stata certo una scelta felice per l’amministrazione carrarese, che ha dato così spazio alle rimostranze di Legambiente. D’altra parte il Partito Democratico ha proposto l’istituzione di un Osservatorio del settore marmo, ossia di un organismo di controllo che sia ben più comprensivo di quello proposto da Legambiente. L’associazione ambientalista, per tutta risposta, ha interpretato questa proposta come un espediente per procrastinare l’istituzione dell’Osservatorio. Insomma: faremo meglio, così da fare più tardi.

Legambiente Carrara ha quindi espresso la sua soddisfazione per l’inserimento nel nuovo regolamento del settore anche l’istituzione di un Osservatorio. La maggioranza ha riscosso, in questo, anche l’approvazione del Nuovo Centro Destra. Ma il timore dell’opposizione e dell’associazione ambientalista è che tutto si concluda, ancora una volta, con un nulla di fatto.

 

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