Firenze – E’ Silvia La Torre, con la tesi White Porta Palazzo: costruzione e significati della bianchezza nella riqualificazione di un quartiere “multiculturale” torinese, a vincere la terza edizione del Premio Lorenzo Bargellini. Attribuite anche tre Menzioni di merito: Spatialization of Hapiness in Chongquing Watershed di Michela Bonato; Hurban Housing, Precarity and Social Movements: A Case Study of PAH Barcelona di Gabriele D’Adda; Dire e fare l’investimento sociale. Politiche per l’abitare a Torino di Tommaso Frangioni.
Una terza edizione che come al solito vede la qualità assoluta dei partecipanti a un Premio, quello intitolato a Lorenzo Bargellini, che ha un significato complesso e che va al di fuori di quella che è una “semplice” premiazione accademica. Se al centro del bando 2021 è l’intreccio tra le lotte per la casa, le forme di gestione dei patrimoni abitativi e degli spazi pubblici, le modalità dell’agire individuale e sociale e le plurime forme di cittadinanza attiva connesse agli spazi e alle forme dell’abitare, il segnale che viene lanciato è molto intenso, in particolare di questi tempi di cmabiamento: l’accento viene posto sull’indistricabile intreccio, mai così forte, fra spazi e forme a abitare, intesi nel loro senso di disvelamento dell’approccio sociologico della comunità al tema della casa, e casa popolare.
“La Commissione ringrazia tutte le persone che hanno inviato le loro tesi magistrali e di dottorato – si legge nella nota – Ognuna di esse, senza eccezione, mostra quanto siano importanti e sentiti i temi che sono stati al centro della vita e delle lotte di Lorenzo, e che sostanziano l’attivismo dei movimenti in ogni parte del mondo: la lotta contro la povertà e l’esclusione abitativa, l’autodeterminazione sociale, la giustizia sociale e le lotte contro i razzismi, le discriminazioni, i nuovi fascismi”.
Qualità altissima dei lavori presentati, tant’è vero che “la Commissione confessa – non senza una certa soddisfazione – di essere stata messa a dura prova nel prendere la decisione finale, soprattutto per via della qualità dei lavori presentati, e in particolare delle quattro tesi ammesse alla fase finale”
Sul Premio, la Commissione ne mette in luce l’originale natura: “Il Premio “Lorenzo Bargellini” ha una sua specifica identità che lo rende diverso sia da altri premi più strettamente accademici che da riconoscimenti più direttamente legati all’impegno sociale – spiega la nota -la scelta stessa di premiare dei lavori di ricerca emersi in varie discipline nell‘ambito universitario, ma segnati da una chiara intelligenza critica, impone sempre di tenere in equilibrio nella valutazione finale aspetti molto diversi: In quale lavoro il rigore accademico sta meglio insieme con la sensibilità sociale e politica? Dove si coniugano in modo più convincente le modalità espressive proprie di una tesi magistrale e di dottorato con le potenzialità di comunicare con un pubblico più ampio? E come decidere tra un tesi di laurea magistrale e una tesi di dottorato, che anche a parità di interesse riflettono inevitabilmente la diversa durata dei percorsi di vita e di ricerca dei loro autori e delle loro autrici?”.
La Commissione ha convenuto di attribuire il Premio assieme a tre Menzioni di merito. “Questa scelta intende evidenziare un altro tratto distintivo del Premio “Lorenzo Bargellini”: il riconoscimento delle forme molteplici attraverso le quali la ricerca esprime il senso critico rispetto allo stato presente delle cose e una tensione alla trasformazione agita in prima persona dai soggetti sociali. In questo senso, le quattro tesi evidenziano la possibilità di far emergere una “politicità” della ricerca non solo nell’esplicito posizionamento, ma anche nella scelta stessa dei temi, dei contesti e delle domande, e nei metodi e negli strumenti analitici utilizzati. Essi mostrano inoltre l’importanza di abbracciare in una visione d’insieme luoghi e processi sia vicini che molto distanti da noi nello spazio, come condizione essenziale per una comprensione dei processi di esclusione sociale e abitativa e per la costruzione di movimenti translocali di lotta per la giustizia sociale e per il diritto all‘abitare”.
La consegna del Premio 2021 e la successiva Tavola rotonda si terranno sabato 4 giugno a Firenze presso il Circolo di Castello, Via R. Giuliani 374 ore 11.00. Seguirà pranzo sociale.
Il Comitato promotore: famiglia Bargellini, Archivio Il Sessantotto, Fondazione Giovanni Michelucci, Istituto Ernesto de Martino, Ass. Un Tetto sulla Testa, Unione Inquilini, Massimo Cervelli, Maurizio Lampronti, Stefano Sbolgi e Giuseppe Cazzato (Confederazione Cobas), Angela Perulli (Università di Firenze) e Sabrina Tosi Cambini (Università di Parma).
La Commissione giudicatrice: Angela Perulli (Università di Firenze), Corrado Marchetti (già Direttore della Fondazione Giovanni Michelucci), Dimitri D’Andrea (Università di Firenze), Christian G. De Vito (Università di Bonn), Donato Bargellini (rappresentante della famiglia), Abdelmajid Louchachha (Ass. Un Tetto sulla Testa), Sabrina Tosi Cambini (Università di Parma).
Foto in copertina: Lorenzo Bargellini a una manifestazione