Prato – A fare chiarezza su quanto riportato da media e giornali circa un’inchiesta di una giornalista de Il Foglio che qualche giorno fa dava la notizia di una nuova stazione di Polizia di Fuzhou a Prato, come parte dell’operazione “Overseas 110”, nata per rinnovare le patenti ma anche per presentare denunce, il consigliere comunale Marco Wong contattato telefonicamente chiarisce che “a causa delle restrizioni imposte per il Covid molti cinesi all’estero stanno avendo problemi per il rinnovo dei loro documenti. Per questo motivo la pubblica amministrazione cinese riconosce la possibilità di utilizzare collegamenti video per il disbrigo delle pratiche. In alcuni casi, per rafforzare l’identificazione delle persone che si rivolgono a tali servizi, i locali di associazioni cinesi ospitano delle telecamere collegate a internet con le quali accedere a servizi come il rinnovo di patenti e altre pratiche burocratiche. Di questo si parla nel caso che ha suscitato varie polemiche cittadine, in cui alcuni giornali hanno evocato la preoccupazione di avere poliziotti cinesi nel territorio italiano. Vale quindi la pena di rassicurare che non c’è niente del genere e che i locali in cui si offre tale servizio sono già stati oggetto di una verifica da parte della Questura di Prato”.
6 Settembre 2022
Prato, non c’è polizia cinese, solo telecamere per il disbrigo di pratiche
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