Prato – Si chiama “Aid Al-Idha”, la festa del sacrificio, o “Aid Al-Kabir”, la festa grande- come si dice nei paesi nord-africani del Maghreb, o “Kurban Bayram” nel mondo turco-iraniano oppure ancora “Tabaski” nell’Africa dell’Ovest, ed è la seconda festa religiosa più importante nel calendario musulmano dopo “Aid al-fitr”, che segue il Ramadan. Si commemora ogni anno nel decimo giorno del mese “hijri” di “Dhou Al Hijja” che coincide quest’anno con venerdì 31 luglio. La preghiera della festa si è tenuta anche a Prato alle ore 7.00 del mattino presso il Parco della Liberazione e della Pace ed è stata organizzata dal centro culturale di via dè Gherardacci dell’Imam Najib Lamzouri, in collaborazione con altri centri del territorio.

La festa del sacrificio è aperta a tutti, uomini e donne (per quest’ultime si registrano numeri esigui), ma quest’anno in via del tutto eccezionale l’accesso è stato vietato ai bambini, perché la preghiera del sacrificio si svolga in totale sicurezza e nel rispetto delle norme anti-Covid. Raggiunto telefonicamente, l’Imam Naijb Lamzouri ha spiegato che da quando sono stati riaperti al pubblico i luoghi di preghiera, nel suo centro culturale a Prato, ci si è attenuti scrupolosamente alle norme, imponendo ai fedeli igienizzazione, rispetto delle distanze e mascherina, impedendo l’accesso a chi non in regola. Inoltre dopo la preghiera del venerdì aggiunge un divieto di matrice religiosa risalente a un hadith (detto, fatto o silenzio del profeta o dei suoi compagni) di Omar Ibnou al-Khattab: “Se sei in una città in cui c’è la peste non uscire, ma se sei fuori, non entrare”.