Prato – L’assemblea pubblica organizzata dal Partito Democratico pratese dal titolo accattivante “Sortirne Insieme”, non ha dato i risultati che molto probabilmente la città si sarebbe aspettata. Una passerella di voci note e meno note appartenenti ai cosiddetti “corpi sociali intermedi”, associazioni, coop, Cgil, cittadini, che hanno raccontato la loro visione di città, ai pochi esponenti di partito:gli alleati, Sinistra Italiana Prato e Sinistra Civica Ecologista, con Alessio Laschi e Daniele Panerati, e il consigliere comunale Enrico Romei della lista civica a sostegno della ex sindaca Bugetti. Probabilmente il pubblico, infastidito e rumoroso per una serata durante la quale si aspettavano le “scuse”,peraltro ad oggi mai pervenute dalla segreteria alla città, ha manifestato nel grande salone del circolo degli Innocenti a Galciana, la buona volontà ad ascoltare.
Ma forte è emersa la debolezza degli interventi che non hanno chiarito come e perché si è arrivati a commissariare la città e che cosa il partito democratico intende fare nel futuro prossimo a cominciare dalle elezioni regionali. Tiepidi applausi,ad esempio, al lancio della candidatura di Matteo Biffoni per le Regionali , data ormai per certa,almeno stando ai ben informati. A fine serata poi la dichiarazione del segretario Marco Biagioni che ha dato il via ad un imbarazzante botta e risposta a mezzo stampa. Alla richiesta pubblica delle sue dimissioni, Biagioni ha spiazzato il pubblico in sala dicendo che nell’ultima delle tre assemblee a porte chiuse del partito,pur avendo data la sua disponibilità a fare un passo indietro, la Direzione avrebbe detto di no.
Immediata la replica dei riformisti facenti capo all’ex sindaco Matteo Biffoni, che si era affacciato per pochi minuti all’assemblea, e in una nota, “Rispetto a quanto affermato dal Segretario del Pd Marco Biagioni, nelle sue conclusioni durante l’assemblea pubblica che di è tenuta a Galciana da parte riformista si fa notare che durante le tre Direzioni provinciali organizzate dal Partito il Segretario non ha mai presentato le proprie dimissioni,che quindi non sono mai state respinte né,del resto, richieste da alcuni”.
E chiarisce, “Nell’ultima Direzione Provinciale,piuttosto, Biagioni aveva proposto un documento al voto,legando alla sua approvazione la propria permanenza o meno nel ruolo di Segretario. Ma il documento non è stato nemmeno votato,come chiesto da numerosi componenti che non hanno ritenuto opportuno legare l’approvazione del documento alla sua permanenza in carica,trattandosi di due questioni distinte. Non si è quindi mai verificato un momento in cui il Segretario abbia proposto le proprie dimissioni per poi vedersele respingere”. Una situazione che se getta più di un’ombra sull’operato di un segretario e al tempo stesso ex assessore della giunta Bugetti, tuttavia a conti fatti, non ne smuove più di tanto la sensibilità. Da via Carraia,(sede della segreteria),alla nota riformista hanno fatto sapere,”Siamo già in un altra fase. Guardiamo avanti per il bene della città e del Pd”. A questo punto in casa Pd al giallo delle dimissioni fa eco più di uno straccio. A quanto pare il patto di non belligeranza tra le due componenti del partito è ormai un lontano ricordo.