“Vasari nostro contemporaneo” è il titolo del convegno di studi organizzato dal Comune di Prato, Museo di Palazzo Pretorio e dall’Unibversità di Firenze, con il contributo della Regione Toscana . Il convegno affronterà l’importanza di Giorgio Vasari attraverso la cura scientifica di Teresa Megale, docente in Discipline dello spettacolo presso l’Ateneo fiorentino, delegata alle Attività di Spettacolo di Unifi e membro del Comitato Scientifico del Museo di Palazzo Pretorio e di Rita Iacopino, storica dell’arte moderna, a lungo conservatrice del Museo di Palazzo Pretorio. Spiega Megale:”Abbiamo ideato questo convegno-mostra su Vasari in occasione dei 450 anni dalla sua morte già dalla primavera scorsa e pensato subito di coinvolgere il Museo di Palazzo Pretorio per dire più di un pensiero sul grande artista toscano. L’uso nel titolo della parola “contemporaneo” non è a caso perché questo convegno si arricchisce di tre opere-video su sette realizzate dal regista Federico Tiezzi ispirate alle “Vite Vasariane”.
Si tratta dell’espressione più alta di video-teatro perché Tiezzi,regista di caratura internazionale, già negli anni ’80 ebbe modo di sperimentare le infinite possibilità metamorfiche della video-arte. Opere visive collocate in ambito teatrale e realizzate con gli occhi e la mente di chi fa teatro, ed in questo caso, con lo scopo di rendere Giorgio Vasari ancor più eloquente e dunque contemporaneo”. E ha poi aggiunto: “Perchè di Vasari oltre la monumentalizzazione, oltre gli esiti celebrativi, oltre l’attribuzionismo, oltre il recupero e la restituzione di alcune opere può farsi narrare in modo autonomo e diverso”. Infine, “sarà un’occasione di approfondimento dell’importanza e dell’incidenza vasariana nella cultura moderna, con uno sguardo ravvicinato all’impegno dell’artista nei vari campi e nel rapporto tra pittori-attori-musici-cantori, ovvero a quel semiprofessionismo che a lungo ha riguardato la cultura artistica cinquecentesca toscana, e non solo”.
Sul fatto che Prato città all’avanguardia per l’arte contemporanea, abbia accolto il versatile artista toscano di epoca tardo rinascimentale, Rita Iacopino spiega che, “raccontare Giorgio Vasari a Prato affiancandogli il termine “contemporaneo” significa che Prato è la città giusta e che più di tutte lo può fare. Perché il museo d’arte contemporanea Pecci, è soltanto la punta di un iceberg di un lungo processo storico culturale che affonda le sue radici nel passato. A Prato già tra il ‘300 e il ‘400, attraverso personalità di artisti straordinari, già si sperimentavano nuove forme d’arte. Perché qui si potevano e si possono ancora fare cose che in altre città non si possono fare. E questo perché c’è un importante libertà di pensiero. Dal secolo successivo sino all’’800 è vero che Prato si chiuse tra le sue mura,ma l’indole interiore che si apre alla modernità e alla sperimentazione è una cosa che ritroviamo nel suo Dna.E dunque, -ha poi concluso Iacopino, – “Vasari nostro contemporaneo”, sottolinea proprio questo aspetto:perché non fu solo un grande storiografo ma anche un profondo conoscitore dei suoi tempi,un narratore dei suoi contemporanei ed è lui stesso il primo protagonista della sua contemporaneità”.
Mentre sul rapporto di Vasari con Prato, Iacopino afferma: “Prato non è una città vasariana, c’è un dipinto che l’artista aretino realizzò per il Monastero di San Vincenzo ed ora è ad Arezzo, anche se ci sono diverse opere a Prato degli artisti della sua cerchia. L’influenza di Pierfrancesco Riccio, il potente maggiordomo di Cosimo, impedì che le idee di Vasari penetrassero in città, dove giunsero e si affermarono solo dopo la sua morte avvenuta nel 1564. Prato infatti era all’epoca una città di conventi e dunque austera e prima che Vasari manierista potesse entrare in città bisognerà aspettare diverso tempo.
Al convegno parteciperanno Federico Tiezzi e alcuni protagonisti (il drammaturgo Fabrizio Sinisi, gli attori Roberto Latini e Giusi Merli) delle opere-video appartenenti ai grandi ritratti di artisti vasariani messi in posa e filmati da Federico Tiezzi fra il 2021 e il 2023.
Gli appuntamenti dei due giorni, a ingresso gratuito, saranno ospitati al Palazzo Comunale di Prato e al Museo di Palazzo Pretorio. Il convegno sarà aperto dai saluti istituzionali di Ilaria Bugetti, sindaca del Comune di Prato; interverranno, Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana; Alessandra Petrucci, rettrice dell’Università di Firenze; Giovanni Zago, presidente della Scuola di Studi Umanistici e della Formazione di Unifi; Daniela Toccafondi, presidente del PIN, Polo Universitario “Città di Prato”. Una serie di illustri studiosi vasariani si avvicenderanno nelle due giornate, dal fitto programma, con un focus sull’impegno dell’artista aretino nell’ambito del teatro e dello spettacolo cinquecentesco (si vd. il programma https://www.unifi.it/it/eventi/convegno-di-studi-vasari-nostro-contemporaneo)
In contemporanea, al secondo piano del Museo di Palazzo Pretorio venerdì 18 ottobre prima della sessione pomeridiana nel salone con opere cinquecentesche verrà inaugurata la mostra Vasari. Le Vite. Tre opere video di Federico Tiezzi, curata da Teresa Megale. L’esposizione sarà visitabile per un mese, fino al 18 novembre (https://www.palazzopretorio.prato.it/it/).
A chiudere il convegno sarà “Ingegni celesti contra asini vetturini”, una lettura delle pagine vasariane dedicate a Filippo Lippi ad opera dell’attrice Stefania Stefanin, pedagoga della Compagnia teatrale dell’Università di Firenze Binario di Scambio.
Il convegno è dedicato a Marco Ciatti, recentemente scomparso: intellettuale pratese, storico dell’arte, accademico dei Lincei, a lungo soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure e membro del Comitato Scientifico del Museo di Palazzo Pretorio fin dalla sua riapertura, nel 2014.Al convegno partecipa la Compagnia Lombardi-Tiezzi e alcuni protagonisti (Roberto Latini e Giusi Merli) delle opere-video appartenenti alla mostra Revox, grandi ritratti di artisti vasariani messi in posa e filmati da Federico Tiezzi fra il 2021 e il 2023 con la drammaturgia di Fabrizio Sinisi.