Ponti non armi, iniziativa pacifista su Ponte Santa Trinita a Firenze

Firenze – L’Assemblea Cittadina contro la Guerra di Firenze ha chiamato a un presidio su Ponte Santa Trinita con lo slogan Ponti non Armi, per una protesta forte e pesante contro la guerra d’aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina, ma anche contro l’invio delle armi da parte dell’Italia e dell’Unione europea agli ucraini, ritenendo che non con l’invio di armi si fermi la guerra. Fra gli organizzatori, Comitato Fiorentino Fermiamo la Guerra, Casa dei Diritti dei Popoli, CPA Firenze Sud, Umani per r-esistere, Rifondazione Comunista,  Potere al Popolo, Firenze Possibile, Firenze Città Aperta.

“Condanniamo fermamente l’aggressione della Russia all’Ucraina, che porta morte, distruzione e sofferenze alla popolazione civile, e che non può trovare giustificazione alcuna – si legge nel volantino distribuito dagli organizzatori – Riteniamo grave e sbagliata la decisione del governo e del parlamento italiani per l’invio di aiuti militari, in netto contrasto con l’art.11 della nostra Costituzione: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà dei popoli e di risoluzione delle controversie internazionali”. Contrarietà è stata espressa inoltre anche per “qualsiasi aumento delle spese militari che invece devono essere drasticamente ridotte”.

Dal presidio giungono alcune richieste precise: l’immediato cessate il fuoco e il ritiro delle truppe dall’Ucraina; la ripresa di trattative, a partire dagli accordi mai rispettati di Minsk del 2014, che prevedevano l’impegno dell’Ucraina a garantire maggiore autonomia alle regioni di Doneck e Lugansk. Al contrario, i governi che si sono succeduti in Ucraina, compreso l’attuale, hanno fomentato il conflitto in Donbass con la crescita di gruppi nazionalisti di destra e formazioni neonaziste; soluzione diplomatica del conflitto che garantisca la sicurezza di tutte le parti; che l’Europa eserciti ogni sforzo per arrivare a soluzioni politiche e non invii aiuti militari; protezione, assistenza, diritti a tutte le popolazioni colpite dalla guerra, senza distinzione di lingua cultura, e generi, con particolare riferimento alla comunità LGBTQIA+ Ucraina, accoglienza per tutti i profughi; neutralità e smilitarizzazione dell’Ucraina, che deve stare fuori dalla NATO nello scontro tra potenze atomiche. Sì alla sicurezza condivisa. Sì al disarmo; un’Europa senza armi nucleari dall’Atlantico agli Urali; ritiro di formazioni armate straniere, milizie armate e mercenari stranieri dalla zona di conflitto.
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