Pizarro e Viviano: recuperi per la svolta

I nuovi acquisti già a disposizione di Vincenzo Montella (Compper, Wolski, Larrondo) partiranno dalla panchina e l’allenatore viola, per tornare alla vittoria dopo il “gennaio nero”, punta soprattutto sul recupero di Pizarro e Viviano. Due recuperi diversi,ma ugualmente importanti. La diversità consiste nel fatto che mentre Pizarro è mancato per un infortunio, la rinuncia a Viviano è dipesa da una scelta tattica e psicologica nel senso che Montella ha preferito dare fiducia a Neto in un periodo in cui Viviano -condizionato da un paio di errori decisivi- è entrato in una crisi morale da cui sta uscendo soltanto ora, grazie  al gran lavoro dell’allenatore e del suo staff.Viviano, fra l’altro, ha stranamente pagato il peso che si era addossato personalmente confessando il suo passato da ultrà viola. Ora tocca proprio ai tifosi incoraggiarlo e sostenerlo perché torni al più presto il grande portiere che, quando giocava nel Bologna, era considerato da Cesare Prandelli- e non solo da lui- il sostituto ideale dell’infortunato Buffon. La Fiorentina va incontro al periodo decisivo del campionato: dopo aver ospitato il Parma dovrà affrontare la Juventus in trasferta e l’Inter in casa.Scusate se è poco. La squadra viola, insomma, ha bisogno di una sicurezza nel ruolo più delicato della squadra.Viviano può diventarlo e il triste periodo passato negli ultimi due mesi è destinato a finire nel dimenticatoio.
Sotto il profilo strettamente tecnico e tattico il recupero di Pizarro è ancora più importante di quello di Viviano. Non è un caso che i risultati negativi di gennaio siano dipesi proprio dalla sua assenza. Pizarro è considerato, a ridosso di Pirlo, il più forte regista del campionato italiano perché riesce non solo ispirare con i suoi assist le azioni offensive, ma anche perché dà un contributo enorme anche al reparto arretrato. La Fiorentina ha subito troppi gol dopo la ripresa dell’attività e non tutte le colpe possono essere addossate al portiere, in questo caso Neto. Le statistiche dimostrano che Pizarro comanda la classifica riservata ai “recuperatori di pallone” e si sa che i numeri dicono sempre la verità nel gioco del calcio.
Contro il Parma Montella sarà alle prese con un terzo recupero, quello di un giocatore che è andato sempre in campo, ma non è più riuscito a rendere secondo le sue possibilità di grande attaccante: Stevan Jovetic. Siamo di fronte a un caso singolare e delicatissimo, perché le condizioni fisiche non c’entrano assolutamente. Jovetic corre, s’impegna, si batte su ogni pallone, ma non riesce più a “vedere” la rete avversaria. Montella ha provato a cambiargli “partner“ (Toni,El Hamdaoui,Ljajic) ma l’esito troppo raramente è stato quello voluto, tanto è vero che -fallite le trattative per Di Natale- la Fiorentina ha provato senza successo ad ingaggiare Quagliarella. Sono arrivati Rossi (per il futuro) e Larrondo (per il presente), ma contro il Parma sarà ancora Toni la spalla di Jovetic, nella speranza che torni a sorprendere come ha fatto, con i suoi 6 gol, nel miglior momento della Fiorentina. A questo punto è chiaro che le fortune di Jovetic dipendono soltanto da…Jovetic. Ed è lui, insieme a Pizarro e Viviano, a completare il tris dei giocatori più attesi della partita col Parma.
Classifica alla mano, una vittoria è indispensabile se la Fiorentina vorrà nutrire ancora ambizioni europee. Il compito non è facile perché il Parma è una squadra che assomiglia molto al Catania nel gioco e nel rendimento e potrà contare anche su un nutrito numero di “ex” che si batteranno al massimo delle possibilità: Marchionni, Gobbi, Lucarelli, Valdes. Anche nel Parma, però, ci saranno due protagonisti attesissimi. Il primo è il portiere Mirante che piace tantissimo a Montella; il secondo è l’attaccante Belfodil. Il giovane bomber francese, dopo un campionato anonimo nel Bologna che ha rinunciato al suo riscatto per una cifra modestissima, è esploso nella squadra di Donadoni ed è stato uno dei giocatori più contesi al calciomercato appena concluso. Il Parma ha rinunciato a offerte economiche di notevole interesse. Un motivo ci sarà. La difesa della Fiorentina dovrà tenerlo d’occhio per evitare altre amare sorprese, di cui nessuno sente il bisogno pensando al mediocre bilancio del “gennaio nero”.

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