Pitti: la rinascita del Museo della Moda

Nuovo allestimento totale per la collezione permanente

Nuovo allestimento totale per la collezione permanente del Museo della Moda a Palazzo Pitti attualizzato nel volto e l’estetica con l’apertura di otto nuove sale.

Abiti rari, lussuosi, capi di abbigliamento divenuti simboli di stili che riflettono un’epoca, icone della moda e accessori come oggetti del desiderio, con opere di pittura e scultura rappresentative del periodo storico a dimostrazione della completezza dei linguaggi culturali che si trasmettono dall’arte alla moda e viceversa.

Simone Verde, direttore delle Gallerie degli Uffizi afferma: “Il riallestimento del museo della Moda è molto importante per le Gallerie: questo istituto, unico nel suo genere in Italia, contribuisce a connettere il complesso con la più viva contemporaneità, consentendoci di svolgere un ruolo improntato alla più sfaccettata multidisciplinarietà, in collegamento e attiguità, com’è tradizione per il mondo della moda, con teatro, danza, fotografia e arti performative”.

Nell’esposizione appena aperta l’abbigliamento dialoga con le opere d’arte, in una preziosa partecipazione creativa, partendo dal Settecento fino al Diciannovesimo secolo con spazi dedicati al fashion del Novecento e dei primi anni del Ventunesimo secolo.

Al centro del percorso espositivo si trova il nucleo più importante di abiti della collezione, organizzato con criteri storico-cronologici del costume e della moda. Sessanta capi del periodo dal Settecento al Ventunesimo secolo comprensivo di scarpe, borse, ventagli, ombrelli, guanti, cappelli, associati a dipinti delle Gallerie degli Uffizi, selezionati appositamente per esaltare le creazioni di moda. Sono qui esposti alcuni grandi ritrattisti del Settecento e del primo Ottocento come Carle Vanloo, Laurent Pecheux e Jean-Sébastien Rouillard, Tito Conti, Giovanni Boldini, e Vittorio Corcos. Per l’avanguardia italiana rappresentativa della moda novecentesca troviamo riunite opere di Massimo Campigli, Giulio Turcato, e Alberto Burri. Sono esposte anche creazioni di Mariano Fortuny per Eleonora Duse e la veste da casa a Kimono di Donna Franca Florio di Jacques Doucet, padre della moda francese. Il Novecento, insieme a quella dei primi anni del millennio attuale, rivive in una selezione di capolavori. Si trovano gli abiti da sera di Elsa Schiaparelli, le lussuose creazioni di Emilio Schubert, il sarto di Gina Lollobrigida, Sophia Loren e altre dive. E ancora, il vestito a motivi geometrici di Patty Pravo ideato da Gianni Versace, la sensualità della guaina nera firmata Jean Paul Gaultier indossata da Madonna, l’allure di Gianfranco Ferré per Dior negli anni Novanta.

Vanessa Gavioli, curatrice del Museo della Moda, sottolinea: “L’obiettivo fin dal principio, era che dal racconto di questo itinerario emergessero i momenti salienti di una raccolta di oltre 15.000 numeri d’inventario. Ovviamente per ragioni conservative vi saranno rotazioni ma la griglia cronologica e concettuale rimarrà stabile”.

Il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti fu inaugurato col nome di Galleria del Costume l’8 ottobre 1983 da Kirsten Aschengreen Piacenti con l’idea di istituire una galleria dedicata ai costumi storici. Tirelli offrì alla neonata galleria parte della sua grande collezione più preziosa compresi bozzetti e costumi di scena. Negli ultimi anni il museo della Moda ha aperto le proprie collezioni alla contemporaneità, con donazioni elargite dal Centro di Firenze per la Moda Italiana e Pitti Immagine che hanno consentito di integrare numerosi pezzi maschili. Il patrimonio del museo è stato inoltre interamente digitalizzato, attraverso campagne fotografiche e di catalogazione che fanno parte degli Archivi Digitali delle Gallerie.

In foto: Il direttore Verde e la curatrice Gavioli in una sala del nuovo Museo della Moda

Total
0
Condivisioni
Prec.
Diritto alla protesta pacifica, la ricerca di Amnesty International in Europa

Diritto alla protesta pacifica, la ricerca di Amnesty International in Europa

Il rapporto mette in luce un'inquietante tendenza alla limitazione

Succ.
Grey Cat Jazz Festival dal 26 luglio al 20 agosto 2024 in Maremma

Grey Cat Jazz Festival dal 26 luglio al 20 agosto 2024 in Maremma

Protagonisti grandi ospiti internazionali come Omar Sosa, Trilok Gurtu e

You May Also Like
Total
0
Condividi