
I cultori della dietrologia si rinvigoriranno dalle nuove intercettazioni del modenese Giulio Burchi, indagato nell’inchiesta Grandi opere ed ex presidente Italferr. Il chiacchierone Burchi, parlando il 26 marzo 2014 con Cinzia Gelati, responsabile dei rapporti con la stampa della società Metropolitana Milanese spa, ribadisce che Renzi vuol fare fuori sia Graziano Delrio che Mauro Bonaretti, che si becca pure, sempre dal Burchi, del “cretino”.
Il casus belli originario sarebbe sempre quello: la nomina di Antonella Manzione, ex capo dei vigili urbani di Firenze a capo del dipartimento Affari giuridici di Palazzo Chigi, di cui Bonaretti è segretario generale. Tra i due sarebbe stato subito scontro; in particolare per le presunte critiche dell’ex direttore generale del comune di Reggio sulla inadeguatezza della pupilla di Renzi. Le schermaglie tra i due “gregari” sarebbero arrivate fino su, coinvolgendo direttamente i rapporti tra Renzi e Delrio. Ecco perché tra i nomi che sono spuntati per la sostituzione del ministro Maurizio Lupi, si fa con frequenza quello di Delrio.

Ma la girandola dei nomi citati più o meno a sproposito nelle intercettazioni di Burchi toccano i “nostri” anche per altri motivi. Graziano Delrio è evocato dall’imprenditore come suo amico lamentandosi della conferma di Ercole Incalza. Sempre Burchi, alla disperata ricerca di un contatto con Palazzo Chigi chiede se l’onorevole Paolo Gandolfi abbia buoni contatti con Delrio ma l’ex parlamentare Mauro Del Bue gli ricorda la sua frequentazione con Pippo Civati facendolo desistere e virando sul potenziale contatto rappresentato da Bonaretti, già braccio destro di Delrio a Reggio. A questo punto Mauro Del Bue chiosa riferendosi a Bonaretti: “sì è mio amico, adesso ti faccio arrivare a lui”.