Piano paesaggistico Toscana, Marson: “Difendo atto istituzionale”

Firenze – “Per approvare il Piano paesaggistico emendato, meglio non approvarlo”. E’ quanto ha dichiarato l’assessore regionale a Territorio Anna Marson estensore e coordinatore del piano paesaggistico della Toscana, riguardo agli emendamenti presentati dal Pd in Consiglio regionale, dove il piano è giunto, a seguito dell’approvazione della Giunta Rossi, dopo un lungo e dettagliato processo di elaborazione e concertazione a tutti i livelli. Marson valuterà la proposta di revisione dell’atto presentata dal presidente Enrico Rossi nei giorni scorsi per offrire una mediazione,  in seguito alle reazioni di opposizione al maximendamento da parte dei consiglieri di sinistra e di tutte le più grandi associazioni ambientaliste nazionali. L’assessore conlcude: “Siamo arrivati ad una mediazione attraverso un confronto”.

L”assessore regionale al Governo del territorio Anna Marson, difende il Piano paesaggistico della Toscana, approvato più volte dalla Giunta regionale e finito, nella corsa finale per l’approvazione in Consiglio il 10 marzo, sotto i riflettori di un’estesa reazione di opposzione da sinistra e dagli ambientalisti. E’ questa la posizione di Marson, intervistata da Buongiorno Regione, rubrica mattutina del Tg3 Toscana.  L’assessore ha spiegato che non sta pensando a dimettersi: “sto difendendo un atto istituzionale adottato dal Consiglio, approvato più volte dalla Giunta. Quindi, non sto difendendo un mio atto personale”.

 “L’altra sera il presidente Rossi mi ha presentato le sue ipotesi. Alcune le abbiamo discusse anche in maniera accesa, dopodichè lui le ha presentate alla stampa. Io ho avuto il testo successivamente alla presentazione alla stampa. Una valutazione compiuta sarò in grado di darla quando sarà finito questo percorso“, ha proseguito Marson. “Ma – chiarisce – se gli emendamenti fossero approvati integralmente, rischierebbero di svuotare totalmente il piano, quindi nel caso sarebbe meglio non approvarlo”.
L’assessore spiega, con un comunicato della Regione teso a sgombrare il campo da malintesi sulle sue dichiarazioni rilasciate nell’intervista: “una cosa è la mia contrarietà all’originario maxiemendamento, e una cosa è ciò che ha proposto il presidente Rossi, con il suo lavoro di mediazione.Siamo arrivati ad una mediazione anche molto sofferta da tutti i soggetti in gioco, fra interessi e di tutela del paesaggio e di difesa dei posti di lavoro. E il mio ‘meglio non approvarlo’ si riferisce alla fase precedente che proprio il confronto ci sta portando a superare”.

“Chiudere tutte le cave non è mai stata un’ipotesi considerata da questo piano. Più volte abbiamo rivisto le proposte del piano sulle cave – ha aggiunto -. Siamo arrivati ad una mediazione anche molto sofferta da tutti i soggetti in gioco, fra interessi e di tutela del paesaggio e di tutela dell’occupazione dei posti di lavoro. Se andassimo oltre questo equilibrio sarebbe veramente un problema. La partita del piano possiamo vincerla solo insieme”. 

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