Firenze – Passa in consiglio comunale, con 22 voti favorevoli, 8 contrari, 6 assenti e un non voto, la delibera “Piano Strutturale e Piano Operativo – Conformazione al Piano di Indirizzo Territoriale con valenza di Piano Paesaggistico (Pit-Ppr)”; di fatto, uno degli atti più importanti dell’amministrazione per configurare la città che verrà. Tant’è vero che è la stessa sindaca Sara Funaro a sottolinearlo: “È uno degli atti più importanti dell’Amministrazione comunale, è un atto di visione che disegna il futuro della città”, ribadendo quelli che per la maggioranza sono “elementi di innovazione”, come “il divieto di apertura di nuovi studentati nel centro storico, la destinazione del 20% delle nuove costruzioni a interventi di social housing, il Piano del verde”. Volano i ringraziamenti all’assessora all’Urbanistica Caterina Biti ma anche alla Capa degli uffici preposti, la direttrice Stefania Fanfani, agli uffici, ai consiglieri comunali e alla Commissione Urbanistica compreso il presidente Pampaloni. Insomma, grazie a tutti. Un piano che, anche di questo la prima cittadina non fa mistero, è improntato alla continuità con ciò che iniziò nel mandato scorso, con Dario Nardella. Del resto, la sindaca è stata per due mandati consecutivi, una importante protagonista dell’amministrazione passata.
Il piano, “efficace e molto atteso”, come dice l’assessora Biti, prese infatti le mosse nel 2019, passando attraverso Cvoid, tempeste politiche e economiche, contestazioni e contributi. Piano piano, con tranquilla determinazione, giunto quasi indenne alla votazione di lunedì scorso. Priorità. secondo l’assessora, “all’abitare, alla sostenibilità, alle infrastrutture, allo sviluppo cittadino”, indicando il Piano del Vere come cartina di tornasole di quest’ultimo obiettivo.
Nella stessa seduta il consiglio comunale ha approvata anche la variante allo stesso Piano Operativo che introduce il blocco delle locazioni turistiche brevi nel centro Unesco.
“Rispetto all’adozione votata lo scorso luglio è stata completata la procedura delle osservazioni e controdeduzioni e oggi siamo arrivati all’approvazione della variante – ha spiegato l’assessora Biti – che poi confluirà nelle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Operativo Comunale”. Uno strumento, secondo Biti, che regolerà “le locazioni turistiche brevi e che, insieme a una serie di altre azioni dell’Amministrazione, ha l’obiettivo di dare una risposta concreta alla crisi abitativa in centro”. Il prossimo passaggio vedrà il Piano Operativo con la variante delle locazioni turistiche brevi, tornare in Regione Toscana per l’ultimo passaggio in conferenza paesaggistica poi essere pubblicato sul BURT e diventare efficace trascorsi i previsti 30 giorni.
Reazioni? Tante, insolitamente pacate alcune, altre del tutto avverse. Severo il commento di Cecilia Del Re, leader del gruppo Firenze Democratica (che non ha votato) : “Continua la turistificazione della città. La variante sugli affitti turistici approvata lunedì in consiglio comunale consolida rendite di posizione, e non regolamenta questo fenomeno. Con la variante approvata ieri, in particolare, la maggioranza ha dato il via libera alla trasformazione turistica dell’Ex Teatro comunale e del quartiere di via Bufalini. Una via per regolamentare davvero arriva dalla nuova legge regionale sul turismo (approvata alla fine dello scorso anno), anche se ancora non è stato detto come la variante comunale di Firenze si concilierà con la legge regionale, che sceglie un’altra via e non quella urbanistica”. Secondo Del Re, “La variante affitti turistici – che doveva bloccare nuove locazioni turistiche e attività extra ricettive alberghiere in città – ha in realtà immesso col voto di ieri almeno 500.000 metri quadri in più di turistico ricettivo nel piano urbanistico della città di Firenze”. La riprova, secondo Del Re, è data dall’accoglimento “da parte della maggioranza delle osservazioni presentate da Ex Teatro comunale in Corso Italia e dall’investitore del quartiere di Via Bufalini, e nel riconoscimento a quegli immobili della destinazione ‘residenza temporanea per fini turistici’, anche se nelle convenzioni a suo tempo sottoscritte dall’amministrazione con il privato non si parlava di uso turistico, ma solo di residenza. L’attività economica – nella specie, casa appartamenti vacanze, – poteva e doveva essere bloccata con una norma da inserire in un piano di settore, ovvero il regolamento che disciplina le attività economiche, come avevamo detto di fare nella fase di adozione del Poc, e come abbiamo avuto modo di formulare con un emendamento al regolamento Unesco che riguardava però tutta la zona A”.
Intanto, in piazza della Signoria, sotto le finestre del Palazzo, si teneva un presidio delle studentesse e gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado Machiavelli, Gramsci, Galileo, Da Vinci e Alberti Dante su cui hanno richiamato l’attenzione il consigliere comunale Dmitrij Palagi e Antonella Bundu, entrambi di Sinistra Progetto Comune. I ragazzi ” hanno raccolto in pochi giorni oltre 500 firme per una richiesta pienamente condivisibile, rispetto all’ex Caserma Ferrucci di Santo Spirito. Le hanno portate in Comune con un presidio in piazza della Signoria, mostrando attenzione verso il nostro Consiglio” scrivono in una nota Palagi e Bundu. Ed ecco il testo della richiesta: “L’utilizzo dell’Ex Caserma Ferrucci da parte di studenti e di tutti coloro che frequentano il quartiere di Santo Spirito, costituirebbe una risorsa estremamente preziosa:
a .In orario mattutino, per l’utilizzo da parte degli studenti e delle studentesse che frequentano scuole sprovviste di impianti interni, e che ad oggi si recano in pullman e non in strutture più distanti, con onerosi dispendi di risorse pubbliche. Gli spazi che l’ex caserma potrebbe offrire sarebbero adatti ad ospitare le classi delle scuole che vivono di questa mancanza, oltre che vicino alle scuole del centro (rispetto alle palestre di Coverciano o Campo di Marte e al teatro Aurora a Scandicci dove spesso queste classi sono costrette ad andare) si tratterebbe di rendere uno spazio ai giovani e alle loro attività, restituendo un importante luogo a questo quartiere e rimettendo nelle mani del comune questo patrimonio.
b. Nel pomeriggio invece, come spazio di aggregazione per tutta la comunità. Uno spazio di studio e lettura, assemblee e ritrovi o per attività fisiche per persone di tutte le età. Un nuovo posto che possa permettere convivenza tra chi lo attraversa e che possa offrire supporto e possibilità a chi studia, lavora o vive nel quartiere di San Frediano».
L’attuale quadro normativo urbanistico rende possibile fare questo, è il commento di Palagi e Bundu. “Dopo aver fatto emergere una norma regionale che il PD forse non si ricordava, che impedisce di realizzare una RSA a meno di un chilometro da una già esistente (in questo caso l’Istituto San Salvatore), ora arriva una proposta che farebbe risparmiare soldi alla Città Metropolitana e al sistema istituzionale. Il Comune può quindi sbloccare la situazione con il ministero e potremo guadagnare spazio per tutto il territorio, garantendo un futuro di servizi anche in centro, sia scolastici che di natura sociale”.
La promessa di Bundu e Palagi: “Presenteremo un ordine del giorno alla delibera del Piano Operativo prevista per oggi. Perché le scuole possano trovare una prima sponda importante in Palazzo Vecchio per poi rivolgersi alla Città Metropolitana”.