Firenze – Un successo molto tangibile, quello raccolto da Pippo Civati venerdì nella “tana del lupo”, la renziana Firenze, per la presentazione del suo libro “Appartiene al popolo”, disanima a quattro mani con il professor Andrea Pertici (Università di Pisa) sui meccanismi ritenuti ormai inceppati della politica e in specie il Pd per quanto riguarda la vera attuazione della sovranità popolare. Un successo a livello di partecipanti che si concretizza, a pochi giorni di distanza, in una presa di posizione precisa sulle prossime regionali per la guida alla presidenza toscana: la proposizione di un proprio candidato al consiglio regionale. Per il quale scatta, da stasera per la precisione, il primo step: la raccolta firme.
Primo passo importante e difficile, se non difficilissimo, vista la “quota” molto alta di firme che il regolamento richiede per mettersi in lizza. Ma sono soprattutto le modalità con cui devono essere raccolte le firme a renderne assai insicuro il risultato finale: le firme devono provenire da iscritti del 2014 (per inciso, anno di crollo fra i tesserati Pd) del collegio di Firenze città, o di residenti nel collegio iscritti a circoli diversi, raccolte in almeno un terzo dei circoli.
Soddisfatti questi patti, le firme che occorrono per avanzare la propria candidatura sono 140; 150 se si vuole raggiungere la soglia di sicurezza. Il numero dei candidati dal partito sono 4 coppie, ovvero otto persone, per due dei quali tuttavia non serve la raccolta firme essendo consiglieri uscenti, precisamente Eugenio Giani e Daniela Lastri. Rimangono a occhio e croce, come già scritto su queste pagine 6 “posti”, per u numero di candidati che potrebbero arrivare (assolvendo al compito della raccolta firme) anche a nove. A quel punto sarà la direzione provinciale del partito, con una decisione comunque quasi del tutto politica, a decidere “chi” sarà candidato dal Pd.
“Il punto fondamentale, “la ragione” di una candidatura di area civatiana – spiega Jacopo Ghelli – sta nel ruolo di controllo e proposta che possiamo svolgere se inseriti dentro il consiglio regionale toscano. Controllo, in quanto siamo portatori di un approccio culturale ed economico rispetto alle criticità regionali e locali in genere che reca una cifra in parte diversa rispetto alle linee decise dalla maggioranza del partito, proposta in quanto il ruolo che ci proponiamo non è limitato alla critica di principio, ma vuole essere concreto di contributi realizzabili e precisi per la soluzione di nodi in questo momento molto complicati a livello socio-economico”.
Concretezza che si traduce anche in una serie di incontri che si terranno nei prossimi giorni: il primo, il 18 marzo al Cenacolo del Fuligno, alle 21, organizzato dall’associazione d’area “Possibile Firenze” che vedrà un confronto sui tagli che si abbattono sulla sanità e ricadute sui cittadini con proposte alternative, il 20 marzo un incontro all’Arci di piazza dei ciompi su politica e ambiente, e infine, in data da destinarsi, un icnotro sull’emergenza abitativa che prenderà in esame, in particolare, il cohousing.