No all’orario “selvaggio”, certe feste non si toccano. A Reggio non passa la linea della deregulation totale degli orari degli esercizi commerciali. Almeno è questa l’idea al centro del patto tra Comune di Reggio, associazioni di categoria del commercio e imprese della grande distribuzione alimentare che operano in città, per stabilire gli indirizzi comuni con cui applicare le recenti norme sulla liberalizzazione del commercio approvate dal governo.
A fronte della possibile apertura illimitata, 365 giorni all’anno, degli esercizi pubblici, il Comune e gli operatori della grande distribuzione alimentare hanno infatti convenuto – dopo una serie di incontri a cui hanno partecipato il sindaco Graziano Delrio e l’assessore alla Cura della comunità Natalia Maramotti – di introdurre alcuni criteri per salvaguardare alcune festività. Un’intesa sperimentale, i cui esiti saranno valutati nei prossimi mesi.
L’accordo, formalizzato a breve, è finalizzato a trovare un equilibrio tra disposizioni normative, esigenze degli operatori del commercio alimentare a grande distribuzione e cittadini, e propone che in occasione delle principali feste civili e religiose venga rispettata la chiusura degli esercizi commerciali: si tratta delle giornate di Pasqua, Natale, 25 Aprile, Primo Maggio, Primo Gennaio, 15 Agosto e Santo Stefano (26 dicembre). Si propone inoltre agli aderenti di concordare che, durante tutto l’anno salvo eventi particolari, non si effettuino aperture prima delle ore 7, né dopo le 22. Ad oggi, hanno manifestato la loro adesione Coop consumatori Nord-Est, Conad, Sigma Realco, Rossetto e Lidl, nonché le associazioni di categoria del commercio.
“E’ un patto ad adesione volontaria, sperimentiamo cioè un patto tra galantuomini che si fonda su un comune senso di responsabilità – ha spiegato il sindaco Delrio, – che si è delineato dopo un percorso con i rappresentanti della grande distribuzione e delle associazioni di categoria del commercio. Il primo tema era salvare le festività principali come Pasqua, Natale e il Primo Maggio. Poi le altre festività, su cui si registra una buona convergenza. Questo primo passo si è raggiunto con la quasi totalità delle adesioni della grande distribuzione: soltanto due catene hanno chiesto un’ulteriore riflessione, ma nessuno si è chiamato fuori. Il secondo passo, dopo l’estate, sarà la verifica sulle chiusure domenicali, per capire se si potrà procedere con turnazioni. C’è un’intesa anche sugli orari, in maniera che tra le 22 e le 7 non vi siano aperture selvagge. E’ un buon inizio di collaborazione, che fa sperare in un seguito positivo”.
“La logica – ha detto l’assessore Maramotti – è quella del comune buon senso. Per quanto il commercio sia un’importante attività d’impresa e meriti senz’altro valorizzazione, pare difficile immaginare un’attività lavorativa ininterrotta per 365 giorni all’anno. D’altra parte, sulla base del solo conto costi-ricavi, chiediamoci se sia conveniente tenere aperto un punto di distribuzione alimentare anche in giornate in cui i clienti sarebbero assai pochi. Con uno sforzo condiviso anche dai sindacati, abbiamo cercato perciò una modalità comune di rispetto delle festività e la grande distribuzione la cui direzione ha sede a Reggio ha aderito subito. In altri casi, vi sono limitazioni dovute anche ai contratti, per i quali ad esempio il 2 Giugno, festa della Repubblica, è lavorativo. Confidiamo che, dopo lo choc iniziale della liberalizzazione totale, si possa esten