
E la conferma ulteriore purtroppo arriva anche in questi giorni di Pasqua, durante i quali, per chi si fosse trovato nella classica gita fuori porta sulle colline matildiche, la zona probabilmente più ricettiva della nostra provincia, avrebbe potuto toccare con mano la parziale delusione di albergatori e ristoratori.
Da un punto di vista economico si tratta di un risultato e di un trend che producono un grave danno all’economia reggiana e non solo alberghiera, valutabile in decine di milioni di euro/anno. E se non interveniamo immediatamente con azioni strutturali efficaci continueremo ad impoverirci negli anni prossimi. Quindi, prospettive di riduzione della ricchezza e dell’occupazione nella nostra comunità.
Col progressivo smantellamento delle Fiere reggiane poi, la china negativa è destinata a peggiorare. Enrico Banfi la vede veramente male: “il turismo è una componente fondamentale dell’economia di una comunità, porta risorse esterne alla stessa quindi è ricchezza nuova. Produce conseguentemente occupazione e fornisce opportunità ulteriori alla crescita economica e culturale. Su questo piano Reggio ha fallito: stiamo arretrando costantemente, nettamente ed in controtendenza. L’unica idea del gruppo dirigente reggiano pare essere quella di chiedere di essere iscritta nell’elenco delle città d’arte, per ottenere contributi per progetti specifici: richiesta tardiva con risposte, forse, di lungo periodo. Nel frattempo, la chiusura delle Fiere produce con certezza, e già ha cominciato a farlo, un taglio drastico ed immediato alle presenze turistiche, producendo perdita di ricchezza e posti di lavoro”.