Parma, Pizzarotti ottimista: “2016, anno dell’accelerazione”

Il discorso del sindaco nel giorno del patrono: niente auto candidatura esplicita, ma poco ci manca. Tutti i premiati.

Chi si aspettava l’auto (ri)candidatura ufficiale da parte del sindaco di Parma Federico Pizzarotti forse sarà rimasto un po’ deluso. Ma qualche importante accenno, pur in controluce, alle elezioni comunali che verranno (nel 2017) c’è stato anche nell’odierna cerimonia – orazione di Sant’Ilario. A partire dallo slogan “mentre il 2015 è stato l’anno della svolta, il 2016 sarà quello dell’accelerazione” e proseguendo, più prosaicamente, con l’annuncio di una disponibilità di cassa che consentirà “43 milioni di investimenti pubblici”. Quanto basta e avanza per annunciare “un piano di rilancio davvero corposo”, dettagliato dal sindaco con le opere previste e già in atto per l’ultimo anno e mezzo del suo mandato.
Per i fanatici del politichese, un accenno più diretto alla volontà di ricandidarsi alla guida della città magari c’è, ma si va quasi sul subliminale: “Vogliamo essere protagonisti di un importante decennio”. Cinque più cinque, giusto gli anni dei due mandati disponibili – al massimo – per un sindaco. Ma trattandosi dell’unica frase del genere in un discorso da diciotto pagine, siamo lontani da una ricandidatura dichiarata.

Per il resto, i toni della prolusione del primo cittadino in questo giorno del patrono cittadino sono stati i più “pindarici” da quattro anni a questa parte, ben lontani dalla moderazione di inizio mandato. Del resto, l’obiettivo dichiarato consisteva nel sostenere che Parma è uscita dalle secche del debito e dell’immobilismo per proiettarsi in un futuro radioso – o comunque migliore del passato e del presente – fatto di “creatività” e di “internazionalizzazione” oltre che, ovviamente, di “riforme”.

Uno stile un po’ Renzi un po’ civismo d’antan alla parmigiana, con più di un passaggio che sembrava ricalcato dai progetti di Elvio Ubaldi, sindaco civico per due mandati scomparso nel 2014. Qualche esempio: “In un mondo che si espande, o si rimane piccoli rischiando di scomparire oppure si diventa pionieri di un nuovo modello di città”; che si associa benissimo al vecchio pallino ubaldiano dell’alleanza da “area vasta” con Piacenza e Reggio: “nuove alleanze con antiche rivali […] l’epoca dei campanili è tramontata […] la competizione era tra le città, oggi è principalmente tra i territori”.

Quanto al renzismo, un anno fa concretizzatosi in qualche frecciata polemica contro i “pessimisti” (sostituiti stavolta con “la rassegnazione” e “i profeti di sventura”), è stato utilizzato mediaticamente soprattutto in positivo. Come nello storytelling finale, dove Pizzarotti ha citato una commovente lettera  – detto senza ironia – di un giovane “angelo del fango” nei giorni dell’alluvione del 2014.
Per un discorso più politico – elettorale forse toccherà attendere un altro anno.

IL DISCORSO INTEGRALE DI PIZZAROTTI

I PREMIATI DEL SANT’ILARIO 2016

Pizzarotti con i premiati del Sant'Ilario 2016
Pizzarotti con i premiati del Sant’Ilario 2016


Solidarietà e vocazione internazionale al centro delle due medaglie d’oro e delle sette civiche benemerenze conferite quest’anno.
Medaglie d’oro a Croce Rossa Italiana e (alla memoria) a Giuseppe Malpeli, fondatore dell’associazione per l’amicizia tra Italia e Birmania, che portò a Parma il Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi.
Attestati di civica benemerenza a Centro sportivo italiano, don Luciano Scaccaglia, Alberto Nodolini, Avis Parma, azienda Mutti, Carlo Magri (Fipav) e Franco del Chicca.

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