Parma, busta con polvere esplosiva recapitata all’Efsa

Avrebbe potuto causare una fiammata se aperta. L’ordigno è stato fatto brillare dagli artificieri: nessun ferito, evacuati due piani.

Allarme bomba all’Efsa, l’Autorità europea per la Sicurezza alimentare con sede a Parma. Oggi verso le 12 l’ufficio corrispondenza ha segnalato la presenza di una busta sospetta. Si trattava di una busta in grado o di esplodere o di provocare una fiammata, recapitata da ignoti al post office dell’Efsa.
Secondo i primi riscontri degli inquirenti il plico avrebbe potuto provocare danni alle persone nel caso in cui fosse stato aperto. Dopo averla prelevata, intorno alle 13 gli artificieri l’hanno fatta brillare nel piazzale antistante gli uffici dell’Authority ed ora i resti sono nelle mani della polizia scientifica per i rilievi.

A mettere in allarme gli addetti Efsa incaricati dello smistamento della posta sarebbe stato il destinatario della busta che, a quanto risulta, non sarebbe un dipendente dell’Authority alimentare. Da qui le prime verifiche e poi l’allarme. Si potrebbe trattare di un gesto legato al contrasto delle politiche in tema di ogm, ma al momento questa è solo un’ipotesi in attesa di conferma da parte degli inquirenti impegnati nelle indagini.
L’allarme è scattato in mattinata, e le forze dell’ordine e gli artificieri hanno evacuato solo due piani dello stabile, la zona mensa e il -1 (occupato dal post office). Attorno alle 13,45 tutti i dipendenti hanno fatto ritorno negli uffici.

 

INDAGINI ALL’ANTITERRORISMO
Il procuratore capo di Parma, Antonio Salvatore Rustico, ha confermato che è già stata informata la Procura distrettuale di Bologna che ha la competenza delle indagini per atti di matrice terroristica. Gli inquirenti locali stanno lavorando sugli atti urgenti e sui primi accertamenti, quindi il fascicolo sarà inviato a Bologna.
Il procuratore aggiunto Valter Giovannini della Procura di Bologna ha infatti ricevuto in tempo reale tutte le informazioni sull’accaduto. Conferma che sarà aperto un fascicolo per il reato di porto di materiale esplodente con l’aggravante del terrorismo. Le indagini, che per ora non sono ancora state assegnate a un sostituto procuratore, verrano condotte dalla Digos di Parma.

REAZIONI
L’episodio spinge il sindaco di Parma Federico Pizzarotti a ribadire la necessità di trovare soluzioni concrete al problema sicurezza. “Durante l’incontro al Viminale con il viceministro Filippo Bubbico – ricorda – avevamo esplicitamente richiesto unità operative antiterrorismo, come già ce ne sono a Modena e a Bologna. Ora ribadiamo con ancora più forza e ancora più determinazione di essere ascoltati dal ministero, che non può fare finta di nulla. Episodi di questo genere sono troppo gravi per rimanere inascoltati”. Il primo cittadino esprime”tutta la vicinanza all’Efsa e ai suoi dipendenti per il drammatico episodio accaduto. Il fatto è grave e per questo nutro preoccupazione”.

“Voglio esprimere vicinanza a nome mio e del Ministero delle politiche agricole al direttore Bernhard Url e a tutti i dipendenti dell’Efsa a Parma per il grave episodio di oggi” commenta il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina. “Ringrazio gli inquirenti che hanno evitato che si verificassero conseguenze gravi. Voglio ribadire che per l’Italia la sicurezza alimentare è un tema fondamentale e siamo onorati che l’Efsa abbia sede proprio nel nostro Paese”.

La collega alla Salute Beatrice Lorenzin aggiunge che “quanto accaduto oggi all’Efsa di Parma è un atto intimidatorio che richiede una pronta azione di tutte le forze inquirenti per fare piena luce sull’accaduto. L’indipendenza dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare è un valore da salvaguardare a garanzia della salute dei cittadini. Esprimo ferma condanna per il vile gesto e manifesto profonda solidarietà a tutto il personale della sede di Parma”.

“Un chiaro segnale che il radicalismo sui temi ambientali rischia di creare dei mostri che possono compiere atti gravissimi e pericolosi” aggiungono i parlamentari parmigiani del Pd di Parma Giuseppe Romanini, Patrizia Maestri e Giorgio Pagliari.

“L’Emilia-Romagna e il nostro Paese non hanno niente a che vedere con una simile cultura intimidatoria e crediamo fermamente nell’indipendenza dell’Autorità che deve poter svolgere il proprio ruolo di vigilanza sulla salute dei cittadini in piena autonomia e serenità. E un grazie va anche alle forze dell’ordine e agli inquirenti, il cui pronto intervento ha evitato il peggio” scrive il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.

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