Una bimba di tre anni in affidamento temporaneo a una coppia di omosessuali parmigiani: lo ha deciso il Tribunale dei minori di Bologna, presieduto dal giudice Giuseppe Spadaro. La Procura minorile si era invece opposta al provvedimento, ritenendo la coppia non all’altezza del compito.
Prima che il giudice tutelare di Parma, lo scorso 2 luglio, disponesse l’affido temporaneo per due anni ai due uomini, la bimba di tre anni – figlia di due genitori stranieri, vicini di casa della coppia, a Parma – già conviveva con loro. Da febbraio, per quello che informalmente gli operatori dei Servizi sociali definiscono un “periodo di prova”. Il rapporto tra gli affidatari e la famiglia era cominciato infatti due anni fa.
La coppia omosessuale aveva dato la propria disponibilità per l’affidamento temporaneo di un minore. I Servizi sociali, al pari dei giudici, hanno dato parere favorevole all’affidamento, ritenendo che ci fossero tutte le condizioni di serenità e benessere richieste dalla legge. La piccola vive in un contesto familiare difficile nella stessa città e conosce bene i due omosessuali, tanto da chiamarli “zii”, sebbene non vi sia tra loro alcun legame di parentela.
A differenza dell’adozione, per la quale la legge italiana parla espressamente di coppia sposata, per l’affidamento la nuova famiglia temporanea può essere una famiglia tradizionale, meglio se con altri figli in casa, ma anche una “comunità di tipo familiare”, formata da due persone che assolvono alla funzione di genitori, o anche un single. Non ci sono voci specifiche sull’ipotesi di una coppia omosessuale. Nel gennaio scorso la Cassazione, esprimendosi su un’altra vicenda, aveva sancito il diritto dei gay ad ottenere in affido un minore.
Il sindaco Federico Pizzarotti ha commentato la notizia via Facebook. “L’importante è il suo bene, e se la piccola è felice sono felice anch’io: in un focolare domestico ciò che importa è quanta attenzione e amore diamo per i nostri bambini. Li chiama zii, quindi capisce benissimo che non sono papà e mamma. Il tribunale ha agito nella tutela e nell’interesse della piccola, salvaguardando quelli che sono i diritti e il suo benessere”.
Sulla vicenda interviene anche Aurelio Mancuso, presidente dell’associazione Equality Italia, che definisce questa “una notizia importante che però non è nuova per il nostro Paese. E’ da molti anni – nel silenzio più assoluto per non provocare reazioni tali da danneggiare la possibilità da parte di minori di trovare una famiglia seppur temporanea che si occupi di loro – che in alcuni Tribunali si è proceduto all’affidamento a coppie non sposate, single e anche omosessuali”.