Prato – Chissà se la nuova palazzina dell’ospedale Santo Stefano a Prato con i tanto attesi 112 posti letto e il cui cantiere si sarebbe dovuto aprire ad inizio anno con lavori stimati in 2 anni e mezzo, vedrà finalmente la luce.
La ditta Nigro, arrivata seconda alla gara d’appalto, si è affidata allo studio Giovannelli di Prato che ha fatto ricorso al Tar, con la richiesta di sospensiva di assegnazione dei lavori. L’atto è già stato notificato alle parti: l’Asl Toscana centro e la Nbi di Roma, che si era aggiudicata i lavori, mentre il deposito dell’impugnazione avverrà la prossima settimana. Se il tribunale amministrativo dovesse rigettare il ricorso toccherà all’Asl Toscana Centro decidere se attendere la pronuncia nel merito del ricorso per far partire i lavori, o assumersi la responsabilità di iniziarli per non perdere i 10 milioni di euro Cipe, che il governo Renzi destinò al progetto nel 2016 ma che devono essere utilizzati improrogabilmente
Una situazione, quella di cui si sta narrando, che sicuramente ha bloccato al momento una delle opere strutturali più importanti per la città (un nuovo immobile di quattro piani collegato con il blocco centrale dell’Ospedale che avrebbe ospitato il dipartimento della salute mentale, area medica e il reparto di oncologia) e che lascia l’amaro in bocca. Soprattutto ai cittadini pratesi, che speravano fin dal 2013 in un ampliamento dell’Ospedale nato allora già troppo piccolo per le esigenze del territorio.