Ospedale: pazienti al freddo. La risposta della direzione

La denuncia del consigliere regionale della Lega Nord, Gabriele Delmonte. La replica del Santa Maria Nuova
Il consigliere regionale della Lega Nord, Gabriele Delmonte
Il consigliere regionale della Lega Nord, Gabriele Delmonte

I degenti del reparto malattie infettive dell’Arcispedale Santa Maria Nuova sarebbero al freddo. La denuncia arriva dal consigliere regionale leghista, Gabriele Delmonte che ha presentato all’assemblea legislativa regionale una richiesta di accesso agli atti in cui “chiede di ottenere i verbali, o quantomeno i dati, di intervento e di manutenzione sull’impianto di riscaldamento e di raffreddamento del reparto di malattie infettive dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia nelle ultime due settimane”.

Delmonte chiede inoltre “di ottenere tutte le eventuali segnalazioni di guasti e malfunzionamenti relativi al medesimo impianto, nello stesso arco temporale sopracitato. Le richieste sono giustificate da segnalazioni giunte dagli stessi degenti i quali affermano che la temperatura sia volutamente tenuta bassa”.

 

La replica del  Santa Maria: temperature fra i 22 e i 23 gradi
Immediata la replica del Santa Maria Nuova, che in una nota spiega: “Il Servizio Tecnico aziendale monitora costantemente e provvede alla regolazione del clima all’interno dei diversi settori ospedalieri attraverso un sistema di sonde ambientali.

Se si esclude una singola richiesta di provvedere ad innalzare la temperatura (20° C al momento della segnalazione) in un singolo locale, pervenuta nella notte fra sabato 26 e domenica 27 settembre, nessun altra segnalazione da parte di degenti o di operatori è giunta all’attenzione della Direzione e/o del Servizio Tecnico. Tantomeno risultano situazioni di disagio come quelle rappresentate nella nota trasmessa dall’Ufficio Stampa della Lega Nord. Nello specifico, corre l’obbligo di precisare che una parte dei locali all’interno del reparto è dedicata all’isolamento di malati a rischio infettivo.

Per questa ragione, nel rispetto delle norme di igiene ospedaliera, tali locali vengono mantenuti costantemente a pressione positiva con ventilazione forzata per preservare gli ambienti circostanti da possibili contaminazioni: non si può escludere che una maggiore ventilazione possa aver generato in un degente una percezione termica inferiore, pur in presenza di temperature ambientali che, anche ai controlli odierni, sono comprese fra i 22 ed i 23°C.

Si assicura, tuttavia, fin da ora, l’impegno dell’Azienda a fornire all’Assessorato regionale, le informazioni ed i dati che saranno ritenuti necessari per rispondere a un’eventuale interrogazione e/o richiesta di accesso agli atti”.

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