
“Non ci sarà un futuro a Reggio Emilia senza le cooperative e i valori cooperativi. Analizziamo a fondo la vicenda di Unieco, ma analizziamo anche le vicende di Terex, Artoni, Fantuzzi-Reggiane, ex Bipop-Carire, il depauperamento della Fondazione Manodori ecc.”.
“Sbaglia profondamente chi dice che le cooperative non devono diventare grandi. Ma vanno ridefiniti i sistemi di governance, vanno ridefiniti i rapporti tra la base dei soci e i dirigenti. Bisogna istituire un limite alla pluralità dei mandati per i dirigenti cooperativi. Ora il mio pensiero e il mio impegno vanno ai dipendenti di Unieco che hanno perso il lavoro e ai soci, che recupereranno solo una parte dei loro crediti”.
Parole e musica del sindaco Luca Vecchi che ha voluto rispondere, dal palco del Convegno Legacoop alla presenza di Nando Dalla Chiesa sulle infiltrazioni malavitose nel Reggiano, a chi in questi giorni ha voluto porre l’accento esclusivamente sulla crisi che ha investito le coop ed a chi ha teorizzato l’incompatibilità tra la grande impresa e la cooperazione appunto (tra loro anche il Vescovo Massimo Camisasca).
Per quanto riguarda invece il tema del convegno, Nando Dalla Chiesa (presidente onorario di Libera) ha confutato la tesi di alcuni studiosi secondo i quali le mafie non sarebbero presenti sui nostro territori come organizzazioni vere e proprie ma solo come sigle. Ed a proposito dei protocolli antimafia: “I protocolli antimafia servono a definire una trama di rapporti tra persone che agiscono nella legalità. Ma poi c’è la criminalità, che dei protocolli se ne infischia. E cerca di entrare in tutti i modi nei cantieri: a partire dalle forniture, o intimidendo chi controlla i lavori. Quel che serve sono i controlli sul campo, fatti ripetutamente e nei momenti in cui sono inattesi. Questa è la prassi che ha dato dei risultati a Milano”.