L’Emilia è stata in passato ed è ancora oggi un obiettivo “sensibile” nelle strategie nazionali dei partiti oppositori al PD. Già nel 2009 Berlusconi adottò come strategia politica nazionale l’attacco all’Emilia come simbolo del buon governo locale della tradizione del PD e dei partiti di sinistra. 7 anni fa Berlusconi schierò il suo braccio armato, la Lega Nord, cavalcando il tema sicurezza e abbinandolo in modo razzista al fenomeno migratorio, con risultati elettorali storici come il sorpasso da parte di Angelo Alessandri su Fabio Filippi alle amministrative per la condidatura a Sindaco di Reggio Emilia.
Specularmente oggi è Beppe Grillo a fare dell’Emilia in generale e di Reggio Emilia in particolare il suo terreno scelto per la battaglia al PD e al Governo, per rilanciare e contrattaccare dopo le evidenti lacune degli amministratori locali grillini nelle poche città prese (Parma, Livorno etc) e soprattutto usando un tema, quello della mafia, proprio come contrappasso alle recenti figuracce pentastellate di Quarto, attaccando (prima di Vecchi) Delrio e la sua città d’origine, partendo da un presunto caso di mancata preveggenza da parte di Luca Vecchi e della sua famiglia.
Nel 2009 gli eroi giustizialisti leghisti portarono in sala del tricolore 7 consiglieri comunali, diventando il primo partito di opposizione. Nei 5 anni di mandato successivi scoppiò poi la bolla di sapone: il gruppo leghista si ridusse man mano con varie uscite (primo fra tutti Miles Barbieri, che ebbe il merito di capire per primo che il connubbio Bossi-Berlusconi non era destinato a durare) e infine con l’uscita di 5 consiglieri dalla Lega Nord che fondarono il gruppo “Progetto Reggio” che nel 2014 si è alleato con la lista “Grande Reggio” di Cinzia Rubertelli, riusciendo però ad ottenere un solo seggio in consiglio comunale, rispetto ai 5 di partenza.
Credo che il caso emblematico di questi 5 anni di opposizione leghista/civica fu il ricorso al TAR da parte di Giovannini & co. sulle presunte irregolarità e la denunciata MANCANZA DI TRASPARENZA da parte dell’amministrazione Delrio sulla manifestazione di interessi per i lavori di recupero della Polveriera. il ricorso fu rigettato e definito “irricevibile” da parte del TAR.
Oggi il copione si ripete. Abbiamo in sala del tricolore 6 consiglieri grillini che rappresentano il primo partito di opposizione e proprio ieri hanno deciso di giocare la partita sulla presunta MANCANZA DI TRASPARENZA da parte di Luca Vecchi, reo secondo loro di non essersi “autodenunciato”. Il Sindaco oggi ha risposto come il TAR a Giovannini nello scorso mandato: “irricevibile”.
Oltre che consigliare ai colleghi grillini di studiare la storia e leggere i fenomeni anche recenti del dibattito politico della nostra città per provare a calibrare meglio i propri colpi ed essere in maggiore sintonia con i cittadini che rappresentano, devo ammettere che la differenza tra il copione Berlusconiano/Leghista dello scorso mandato e il copione Grillino sta nel fatto che questa volta il “caso” è montato e sostenuto da Roma. Giovannini aveva l’ordine di attaccare e sparare cannonate, ma la partita l’ha giocata lui, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti: non siede più nemmeno in sala del Tricolore.
Vaccari & co invece ieri hanno dato l’impressione di aver subito obtorto collo una scelta del direttorio e del capo supremo che ha sempre ragione e che ha emanato il suo editto dal Blog. A dimostrazione di tutto ciò, gli slogan elettorali arrivano dai tweets del Dibba nazionale, le richieste di commissioni antimafia arrivano da tale sen. Gaetti, (mantovano, chissà quante volte abbia messo piede a Reggio?).
Anche io non so predire il futuro, ma se mi devo aspettare che Reggio e l’Emilia continuino ad essere terra di scontro per la politica nazionale, mi aspetterei che almeno gli amministratori locali giocassero la partita nel rispetto del ruolo del proprio mandato. Io non prendo diktat dai tweets di Renzi, e forse anche per questo è prevedibile l’esito di questa nuova battaglia grillina, anche ricordando com’è già andata a finire quella analoga precedente berlusconiana e leghista, giocata dagli amministratori oppositori locali e non da parlamentari via twitter. Se non abbiamo piegato la schiena (per citare il Sindaco) con i leghisti che andavano al TAR, figuriamoci se piegheremo la schiena coi grillini che vanno su twitter