One man show: Tutino, i trasporti, i rifiuti e l’acqua

Nel silenzio dei colleghi di giunta, l’assessore “politico” cala tutti i suoi cavalli di battaglia ma sul servizio pubblico dell’acqua arriva la prima frenata d’entusiasmi
follia pura
Tutino in carne e ossa assiste divertito ad un tentativo di “aggressione” da parte di Fabio Filippi ai danni di Andrea Capelli in versione uomo-sandwich pro-Tutino. Sullo sfondo annunci mortuari

Li ha già messi in fila nell’ombra, uno dopo l’altro. Mentre gli altri membri di giunta o sono già in vacanza, o tacciono perché presi dalla loro professione, o si limitano a colpi di scena sui giornali, lui accompagna il sindaco Luca Vecchi nelle conferenze stampa che contano. E spesso gli ruba la scena. E così l’assessore più politico di tutti (nel senso che l’amministratore lo fa praticamente di professione) Mirko Tutino ha inanellato nel giro di pochi giorni alcuni annunci che hanno catalizzato l’attenzione dell’estate reggiana. Prima ha calmato i mali di pancia dei viaggiatori abituali: “i disservizi li paghino i manager Seta”, poi ha sbandierato l’imminente costruzione di un impianto di trattamento rifiuti a Gavassa, infine ha assicurato che nascerà un soggetto interamente pubblico per la gestione dei servizi idrici sul nostro territorio. Con buona pace di Iren (con cui sarà comunque  impossibile non scendere a patti).

biancardi
Alberto Biancardi, membro dell’Autorità per l’energia elettrica, gas e sistema idrico

Su quest’ultimo punto però l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico getta acqua sul fuoco dei bollenti spiriti tutiniani che, forse sull’onda dell’accelerazione renziana, hanno deciso di risolvere in un sol colpo problemi e domande che giacciono lì da anni, anzi da decenni. Alberto Biancardi, bocconiano già collaboratore di Ministeri e della Presidenza del Consiglio, nonché uno dei cinque membri della suddetta Autorità, durante un colloquio informale con 7per24 ha precisato come “non sarà una società interamente pubblica a risolvere i problemi del settore”. Detto che non spetta all’Autorità del settore entrare nel merito della natura giuridica del soggetto, Biancardi ci tiene comunque a sottolineare come “ci siano in Italia società di servizi pubbliche che funzionano bene e altre male e società private che funzionano bene e altre male”. Come a dire che i problemi sono altri; quali? “scegliere uomini di adeguata competenza e capacità di dialogo con banche e finanza perché alla fine bisogna sapere come investire, quanto e con quali strumenti”. “Certo per sua composizione e equilibri da mantenere, la società pubblica è potenzialmente più lenta di quella privata ma mai dire mai”.

Per ora siamo certo agli annunci estivi (la futura società pubblica dei servizi idrici reggiani che sarà proposta da Agac infrastrutture, come deciso da tutti i comuni di casa nostra) e ci sarà da vedersela prima con l’Ato (l’Ambito territoriale ottimale) poi con la stessa Autorità. Ma le basi sono gettate e per ora rispondono ai mugugni della gente e alle proteste dei comitati. Ma è lecito dire che l’ingresso del “privato” ha coinciso con un aumento delle bollette nei servizi più importanti. “Guardi – dice sempre Biancardi – qui privato e pubblico non c’entrano. Dipende dagli investimenti che la società vuole attuare e quanto spende per manutere e ammodernare le strutture dei servizi”. “Io se fossi un cittadino reggiano – conclude Biancardi – non mi porrei il problema se nascerà una società pubblica piuttosto che privata bensì quello fondamentale di come io possa venire coinvolto nelle decisioni strategiche che riguardano la qualità della vita e il peso specifico del portafoglio”. Questo sembrerebbe il quesito principale a cui la futura società, di qualsiasi natura sarà, dovrà fornire una risposa certa.

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