Omotransnegativiché…? Una Boschi sfuggente firma un nuovo protocollo

Una Maria Elena Boschi silente (e stampa-dribblante a confronto di quella brillante di pochi giorni fa in piazza Fontanesi) torna a Reggio per firmare un patto in sala Tricolore contro le discriminazioni legate agli orientamenti sessuali ed alle identità di genere…a pochi giorni dal Gay Pride Mediopadano
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La firma del sindaco

Dopo la sua ultima visita, poco più di quindici giorni fa, in occasione della chiusura della campagna per le primarie del Pd, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi è tornata in città, oggi, per la firma del Protocollo d’intesa per il contrasto alle discriminazioni legate a orientamenti sessuali e a identità di genere.

A livello nazionale, le polemiche seguite alle rivelazioni contenute nel nuovo libro dell’ex direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli, non si sono ancora spente. La Boschi è tornata nel mirino delle opposizioni per le presunte pressioni che, quando era ministro per le Riforme, avrebbe esercitato sull’allora Ad di Unicredit affinché comprasse Banca Etruria di cui suo padre è stato vicepresidente.

Oggi la Boschi, forse non a caso, ha evitato i giornalisti. All’arrivo è entrata in Municipio da un ingresso secondario e all’uscita ha tirato dritto. Ha parlato solo in sala del Tricolore, del tema della giornata, ovvero la firma del protocollo. “Il lavoro fatto dal Comune di Reggio Emilia e dalla Regione Emilia-Romagna – ha detto la Boschi – è stato prezioso, oggi come in passato, perché spesso ha aperto strade poi percorse da altre realtà territoriali. Per il governo il tema dei diritti civili è prioritario: lo è stato con la legge sulle Unioni civili, che ha segnato una svolta importante, perché è importante che ci siano tante cittadine e cittadini che oggi non sono più invisibili per lo Stato”.

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La Boschi in sala del Municipio

Poi ha aggiunto: “Sarebbe importante che il Parlamento riuscisse a portare avanti la legge sull’omofobia di cui si è a lungo discusso e che da molto tempo è ferma al Senato”. Il protocollo, spiegano dal Comune, è il primo del genere in Italia e sancisce “l’impegno strutturato di istituzioni, organizzazioni e associazioni al fine di promuovere i diritti delle persone Lgbt e contrastare le discriminazioni”.

“Reggio Emilia – ha detto il sindaco Luca Vecchi – è una città storicamente aperta e vigile sul fronte dei diritti, sia umani che civili, capace di accogliere culture, religioni e idee diverse, che ha fondato il suo modo di agire sul dialogo e non sulla paura delle diversità, forte di un approccio laico, aperto e plurale che ha saputo dimostrare nelle diverse vicende storiche”.

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