Firenze – La Corte di Cassazione dice no perché giudicato inammissibile, al ricorso presentato dalla difesa di Cheik Diaw, condannato a trent’anni in appello per l’omicidio volontario di Ashley Olsen, trovata strangolata in casa sua il 9 gennaio 2016 a Firenze. Le motivazioni saranno disponibili tra non meno di trenta giorni. Cheik Diaw pertanto resta in carcere, nel penitenziario di San Gimignano dove si trova. I suoi difensori, avvocato Antonio Voce e avvocato Federico Bagattini, avevano basato il ricorso su due aspetti principali, cioè la mancata perizia per stabilire l’esatto orario della morte e la richiesta di annullamento dell’aggravante della inferiorità fisica di Ashley Olsen rispetto al suo assassino. Ma la Cassazione non ha ammesso il ricorso.
27 Febbraio 2019
Omicidio Ashley, la Cassazione conferma 30 anni per Cheik Diaw
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