L'Hotel Concorde non ha perso niente della sua magnificenza. Si staglia ancora sull'angolo all'incrocio tra Via Baracca e Viale Gori, a pochi passi dall'aeroporto e dai complessi industriali di Firenze nord. Ma l'entrata non evoca più il grigiore spento di un edificio abbandonato della periferia, adesso è colorata del rosso dei cartelloni degli occupanti approdati qui da ieri. Di fronte alle scalinate esterne alcuni ragazzi spazzano i rami secchi e il fango portato dalla pioggia. Una statua di bronzo accoglie i visitatori, ora però dal suo braccio pende una bandiera: "Stop a sfratti, sgomberi e pignoramenti".

La hall dell'albergo mostra i frammenti dei tempi passati: una bacheca con indirizzi di fornitori, due vecchi monitor dietro il desk della reception, qualche divano troppo ingombrante e pesante per essere portato via dai proprietari. I numerosi specchi che si riflettono tra loro e le colonne imponenti contribuiscono a infondere ancora un senso di grandezza. Alcuni ragazzi del movimento si aggirano per gli spazi organizzando la giornata, assegnano le camere indicandole sul pannello che segna il percorso antincendio: "Noi vorremmo la 307 che è più grande, visto che abbiamo il cane".
Dicono che forse stavolta ce l'hanno fatta. Molte famiglie hanno trovato un po' di tranquillità.

Venerdì scorso Lorenzo Bargellini, leader del Movimento di Lotta per la Casa con una delegazione del Movimento ha incontrato il vicesindaco Stefania Saccardi per discutere dell'emergenza abitativa che ha portato nelle ultime settimane a due occupazioni: quella in Via dei Servi e quella in Via del Romito.
Gli occupanti sostengono che la proposta del Comune di offrire una sistemazione al campeggio di Figline Valdarno non sia stata una vera proposta, ma soltanto un'occasione per metterli nella condizione di rifiutare e avere una scusa per autorizzare la polizia a farli sgomberare da Via del Romito.
D'altro canto, la vicesindaco al telefono spiega che di proposte ne sono state fatte tante, ma sempre rifiutate: infatti le strutture di accoglienza prevedono una separazione dei nuclei familiari, condizione a cui gli occupanti non avrebbero mai voluto sottostare. Il campeggio è stata l'ultima soluzione prospettata a fronte di una "situazione limite", spiega la Saccardi.
In ogni caso, il clima nell'Hotel Concorde sembra più sereno. L'edificio è in disuso e in vendita dal 2011. Il proprietario chiederebbe due milioni che con la crisi non è facile trovare. Gli abitanti e gli esercizi commerciali nelle vicinanze hanno appoggiato la causa del Movimento: "Venite pure a fare la doccia da noi", ha detto qualcuno.
Che sia l'epilogo di questa vicenda spinosa è ancora da vedere.