Le nuove “mollette” per angioplastica vengono assorbite dalle coronarie

Firenze – Fra le più frequenti forme di ischemia, si deve annoverare l’arterosclerosi coronarica. A causa di questa patologia muoiono ogni anno in Italia dalle 70.000 alle 80.000 persone. Si tratta di una disfunzione coronarica che si caratterizza per l’infiammazione cronica delle arterie e che, spesso, viene causata dal fumo, dal colesterolo, dal diabete e dall’obesità.

Ad oggi, la miglior soluzione per questa malattia è l’angioplastica coronarica. L’intervento si esegue per mezzo di un catetere con un palloncino alla fine. Il palloncino viene posizionato, per via radioscopica, nelle coronarie otturate, quindi gonfiato. La conseguenza è che l’arteria viene liberata.

Alle volte, per evitare che le arterie si otturino nuovamente, vengono utilizzate delle “mollettine” (gli stent coronarici) che, espandendosi, riducono la formazione di nuovi restringimenti nella via del sangue. Nelle nuove operazioni di angioplastica coronarica si è anche preso ad utilizzare delle “mollette” capaci di rilasciare farmaci che evitano la proliferazione di cellule muscolari vascolari. Si tratta, in sostanza, di stent coronarici che pian piano vengono assorbiti dalla parete vascolare e che, dopo averne causato l’allargamento, vengono metabolizzate dal paziente e, allo stesso tempo, evitano che si formino nuove occlusioni all’arteria.

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